La Nuova Sardegna

Sassari

Assistenza: i sindacati sono sul piede di guerra

di Gabriella Grimaldi
Assistenza: i sindacati sono sul piede di guerra

Domani mattina è in programma un’assemblea aperta a tutti i cittadini I lavoratori di tutte le sigle della sanità dicono no agli sprechi e al precariato

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SASSARI. Sindacati tutti uniti, ed è già di per sè una novità, per lottare contro ciò che non funziona nella sanità. I dipendenti della Asl e Aou per domani (giovedì 24) hanno indetto un’assemblea generale aperta, «anche ai cittadini che sono i primi a dover subire le conseguenze della cattiva organizzazione del lavoro e degli sprechi continui», alle 11 nell’aula magna della facoltà di Medicina. Contemporaneamente i lavoratori non in servizio in quel giorno si ritroveranno in piazza Caduti del lavoro alle 10,30 per andare in corteo verso il luogo dell’incontro in viale San Pietro. Insomma, una grande mobilitazione per dire no, si legge nel volantino diramato da Cgil, Cisl, Uil, Fials, Nursind, Nursing Up e Fsi, «al continuo ricorso al precariato, al blocco del turn-over, ai tagli delle prestazioni e dei servizi e alla riforma della rete ospedaliera». Nel corso della presentazione dell’iniziativa il rappresentante della Rsu della Asl Antonio Canalis (era presente anche quello dell’Aou Roberto Tola) ha rimarcato «che davanti allo sfascio del sistema sanitario e alla depredazione dei servizi del Nord Sardegna non si può restare fermi. Ci sono in ballo questioni urgenti la cui soluzione non può essere più rinviata. Il personale, non facciamo altro che ricordarlo senza avere mai una risposta, è ridotto al lumicino. Siamo in pochi e in scacco a causa di trattative contrattuali ancora aperte. In tutti questi anni non si è mai risolto, ma anzi si è aggravato, il problema del sovraffollamento in alcuni reparti con il continuo e penoso ricorso alle barelle nei corridoi e il fenomeno dei ricoveri impropri che causa sprechi per le casse delle aziende sanitarie». Si è parlato anche della situazione di fatiscenza in cui versa l’ospedale di Ittiri e dell’incerto futuro che riguarda i dipendenti della struttura di Thiesi nel momento in cui si passerà allo scorporo dell’ospedale Santissima Annunziata dalla Asl. Ma le denunce su ciò che non funziona nella sanità toccano anche temi molto più vicini alla popolazione di utenti. «Ormai da anni - ha detto nel corso della conferenza la segretaria Fsi Mariangela Campus - nei reparti mancano i presidi essenziali per assistere i pazienti come l’alcol, l’acqua ossigenata e la carta igienica. In alcuni casi i dipendenti si sono quotati per acquistare le provette da laboratorio». C’è poi rabbia per la gestione delle assunzioni che secondo i sindacati dimostra la totale inaffidabilità della dirigenza delle due aziende. I rappresentanti dei lavoratori sostengono che è molto più costoso servirsi delle agenzie interinali piuttosto che attingere dalle graduatorie già esistenti. «Da gennaio dovremmo essere accorpati all’Aou - aggiunge il segretario di Cgil Pierpaolo Spanedda - ma non abbiamo ancora firmato alcun protocollo. Una situazione di incertezza che fa male non solo a noi dipendenti ma di conseguenza a tutti gli utenti». E c’è chi mostra inquietanti documenti da cui risulta che ci sono persone in attesa per un intervento di cataratta al posto numero 3500 o interventi per i quali un paziente attende da quattro anni.

«Non siamo contrari alla riorganizzazione della rete ospedaliera - ha concluso la segretaria di Nursind Fausta Pileri -, ma vogliamo regole chiare e pretendiamo che si parli del benessere dei pazienti e dei lavoratori, due fattori strettamente connessi». Per questi e altri motivi i sindacalisti invitano tutti a partecipare all’assemblea di domani e annunciano che, nel caso non arrivino risposte dalla dirigenza o dall’assessorato regionale, si passerà ad azioni ancora più concrete come lo sciopero.

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