Disabili, le mamme protestano coi fischietti
Sit in a Palazzo Ducale: ridotta l’assistenza a scuola. L’Angsa: sparita l’esenzione per mensa e trasporti
SASSARI. Sit in con i fischietti sotto Palazzo Ducale. Lo ha promosso ieri un gruppo di famiglie degli alunni disabili delle scuole gestite dal Comune. Esasperate perché l’assistenza durante l’orario di lezione ha subito drastici tagli, tanto che molti genitori si ritrovano costretti a non mandare in classe i loro figli. È il frutto di un’esasperazione che cova da mesi nelle famiglie degli alunni con handicap. E che mamme e papà disperati hanno voluto portare nel palazzo comunale. Dopo una mezz’ora di sonora protesta il gruppo, una cinquantina di persone, è stato ricevuto dal sindaco Nicola Sanna e dalle assessore Grazia Manca (Politiche sociali) e Maria Francesca Fantato (Politiche giovanili ed educative). Erano presenti anche alcuni consiglieri comunali: Francesca Arcadu, e le grilline Desirè Manca e Sofia Fiorillo.
Agli amministratori hanno ribadito che i tagli ai servizi per i disabili sono una discriminazione non accetttabile. Per genitori e ragazzi svantaggiati che ogni giorno lottano «non tanto con la malattia, che prima o poi si accetta, ma con una burocrazia che rende ancora più gravosa tutta la situazione familiare», racconta una madre. Nello specifico le famiglie hanno visto ridotta l’assistenza scolastica da 30 ore a dieci settimanali. Un’enormità. «Perché significa che mio figlio che ha una malattia rara non potrà essere assistito durante la mensa e integrato nella classe – prosegue la giovane mamma –. Con il paradosso che, tagliato drasticamente il numero di assistenti, nel giorno di riposo settimanale dell’insegnante di sostegno sarò costretta a tenerlo a casa. Chi potrebbe aiutarlo? Già ieri si è sporcato in classe, perché l’assistente non era presente». Ma sono tante altre le storie di dolore, di umiliazione, di disperazione.
Il sindaco Nicola Sanna e le assessore, di fronte a quella platea che raccontava amareggiata le difficoltà quotidiane, hanno affermato che «abbiamo fatto un appello alla Regione, affinché trovi maggiori risorse. Nel frattempo ci siamo fatti carico del problema, perché con la somma a disposizione, 500 mila euro, potevamo fare una prosecuzione del servizio per soli tre mesi. Abbiamo deciso, invece, di anticipare 1.100.000 euro previsti per altri servizi, con la speranza che nel 2016 si possano recuperare dai fondi Plus. In questo modo il Comune, con 1.600.000 euro, è riuscito a coprire il servizio, anche se ridotto, dall'inizio dell'anno scolastico sino alla fine».
Per garantire un servizio completo sarebbero necessarie, infatti, risorse maggiori. Il sindaco e le assessore hanno stimato che occorrano circa 3 milioni di euro. Anche perché le richieste di accesso al servizio sono aumentate. In un anno i bambini che hanno richiesto l'accesso al servizio sono passati da 256 a 288 per l'anno scolastico 2015-2016. Numeri che però non hanno convinto le famiglie,
Intanto altri problemi sono sorti sul fronte della mensa e del trasporto. L’Angsa, l’associazione genitori soggetti autistici denuncia che, a pochi giorni dall’apertura della mensa scolastica, prevista per il 5 ottobre, «i genitori stanno scoprendo che devono pagare il ticket perché sono state eliminate le esenzioni. «Eppure l’amministrazione aveva annunciato di aver reperito trentamila euro per garanrire gratuitamente il servizio ai bambini disabili. Cosa è successo?».
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