«Risposte o sarà mobilitazione»
La conferenza organizzativa territoriale della Cisl: «Chiediamo a Pigliaru di rispettare gli impegni»
SASSARI. Una mobilitazione generale contro la Regione per sollecitare la giunta guidata da Francesco Pigliaru a rispettare gli impegni presi con il Sindacato. L’annuncio è di Oriana Putzolu, segretario generale della Cisl sarda, a margine dei lavori della conferenza organizzativa territoriale riunita ieri mattina nei locali dell’agriturismo Monte Fenosu a Sassari.
«A partire da questo territorio _ ha detto il segretario della Cisl _ continuiamo a registrare una situazione se non proprio di stallo quanto meno rallentata, manca la traduzione in fatti concreti e vorremmo che la Giunta regionale fosse più determinata». Oriana Putzolu ha rimarcato il fatto che a maggio scorso, quando il governo centrale aveva promesso al presidente Pigliaru un piano di recupero di tutti i gap infrastrutturali e il rilancio economico, si era parlato di ottobre come limite ultimo per la completa realizzazione del programma.
«Ottobre è alle porte _ ha proseguito Putzolu _ se non registreremo davvero un’inversione di tendenza e il recupero del rapporto Stato-Regione, concluse le conferenze territoriali, in mancanza di una decisione importante nei confronti del governo centrale, la responsabilità della Cisl sarda sarà quella di andare in mobilitazione contro la giunta regionale». Parole chiare, dunque, ribadite a più riprese anche dal segretario territoriale, Gavino Carta, durante la relazione che ha aperto i lavori nella sala conferenze della bella struttura ricettiva di Scala di Giocca.
Carta ha evidenziato una serie di fattori di contesto decisamente negativi, a cominciare dall’arretramento dello stato sociale e dalla carenza di servizi alla persona in un territorio che stenta a uscire dalla crisi. «A questo non fa riscontro _ ha incalzato Carta _ un’azione politica efficace perciò in assenza di interventi non vediamo altra soluzione se non quella del ricorso alla mobilitazione generale».
Al di là dei venti di guerra e della prossima chiamata alle armi, la Cisl continua a portare avanti quel processo di rinnovamento verso il ritorno a quell’azione di prossimità che ha fatto la storia del sindacato italiano.
«Su questo fronte si muovono efficacemente i pensionati _ ha ribadito Gavino Carta _ perché vicini ai problemi della gente e presenti nei contesti di crisi». Su 36mila iscritti che fanno capo alla Camera sindacale di via IV Novembre, circa 18mila sono pensionati, la metà quindi degli iscritti complessivi: «Una crescita del 300 per cento in pochi anni _ ha concluso il segretario territoriale _ che la dice lunga sull’importanza di questa categoria». Ai lavori della conferenza territoriale organizzativa, coordinati infatti da Vanna Spanu, segretario provinciale dei pensionati, è intervenuto anche Pier Luigi Sbarra della segreteria confederale nazionale che a margine dell’incontro ha rivendicato più volte l’importanza di un sindacato indipendente e libero da condizionamenti esterni. Un riferimento neanche tanto velato ai recenti attacchi del governo centrale contro il sindacato confederale. Sbarra ha proposto un’azione in tre punti per portare a compimento il programma di rinnovamento del sindacato: radicamento nel territorio, ridefinizione delle rappresentanze e trasparenza nella gestione interna. «Siamo consapevoli _ ha concluso Sbarra _ che un rinnovamento sia ormai necessario, ma non tollereremo alcuna ingerenza esterna, il sindacato può e deve arrivarci da sé».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
