La Nuova Sardegna

Sassari

«La cauzione di Abbanoa si paga»

Il sindaco Serra fa chiarezza sui depositi da versare al gestore del servizio idrico

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OSSI. Gli ossesi che sono debitori verso Abbanoa del deposito cauzionale dovranno ottemperare all’obbligo di versamento, salvo i casi in cui sia previsto l’esonero. In data 10 dicembre 2014 l’allora sindaco Pasquale Lubinu informava i cittadini che se ne sarebbe fatto carico il Comune, e ciò in virtù di un accordo sulla compensazione debiti/crediti, essendo il Comune creditore di 708mila euro nei confronti del gestore. Tale accordo, relativamente al deposito cauzionale, non ha però alcun valore in quanto non è stato mai perfezionato. Il 28 maggio, secondo quanto dichiara lo stesso Lubinu, la giunta si è riunita (presenti oltre Lubinu gli assessori Canu, Cossu e Fadda) e «ha concordato sulla necessità di perfezionare l’accordo con Abbanoa onde consentire alla responsabile dell’Area finanziaria di firmare il nuovo atto di compensazione». A tutt’oggi però tale delibera non è stata portata in pubblicazione e quindi non è diventata esecutiva.

Nel frattempo, tre giorni dopo la riunione di giunta citata, si è insediato il sindaco Serra, che in questi giorni ha ripreso le trattative con Abbanoa per la definizione conclusiva dell’operazione complessiva di compensazione. Serra manifesta le sue perplessità circa la regolarità dell’operazione, in quanto non risulta che a seguito di richiesta di allaccio alla rete idrica sia mai stato richiesto dal Comune il versamento di tale deposito, visto anche che il regolamento approvato nel 1996, che lo prevedeva, non è entrato mai in vigore.

Nessun documento, né alcuna voce in bilancio attestano che ciò sia avvenuto. Ne consegue, secondo Serra, che l’amministrazione comunale, non disponendo di tali somme, non intende e non può procedere ad alcuna compensazione senza incorrere nei rilievi della Corte dei Conti. «Se poi la delibera della riunione del 28 maggio dovesse andare in pubblicazione, sarebbe inevitabile - afferma Serra - per quelle parti che non dovessero risultare legittime, revocarla in autotutela». D’altra parte, osserva ancora, «la strada maestra per l’utente che non vuol versare il deposito cauzionale ad Abbanoa c’è già: sono esonerati, infatti, tutti coloro che provvedono a canalizzare il pagamento delle bollette nel proprio conto corrente». Inoltre, aggiunge, è previsto l’esonero anche in quei casi in cui si tratti di persone con una certificazione Isee inferiore ai 7mila euro.Pietro Simula

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