Rimpasto, chiusura vicina ma ferite ancora aperte
Oggi il vertice nel quale il sindaco presenterà lo schema degli assessorati L’accordo ai vertici del Pd lascerà scorie nei rapporti con alcuni consiglieri
SASSARI. Ultimo giro di lancette per la crisi a Palazzo Ducale, con la maggioranza che cercherà questo pomeriggio di mettere al loro posto tutte le caselle del mega-rimpasto e chiudere l’infinita partita. Grande l’attesa per capire quale sarà lo schema che presenterà alle parti il sindaco Nicola Sanna, che ha raggiunto solidi pre-accordi con tutti ma dovrà per forza scontentare qualcuno. Ma, anche se alla fine la quadra sullo “schema” saltasse fuori, e sembra assai probabile, prima di uscire fuori dalle secche in cui il centrosinistra si è infilato quindici mesi fa, alle caselle bisognerà prima associare nomi e deleghe e poi vedere se tutto regge ancora.
Se infatti la disponibilità ai vertici del Pd appare davvero massima, (l’area Soru in particolare che ha ridotto ai minimi termini ogni richiesta possibile pur di chiudere), a preoccupare rimane la tenuta del gruppo consiliare Dem, scosso da importanti pressioni in questi mesi e, almeno in parte, ormai “fuori controllo”. Gruppo che, a dire di alcuni, è stato poco coinvolto in questi giorni nella ricerca dell’accordo. Con molti consiglieri che, se venissero tagliati fuori dal rimpasto, potrebbero presentare il conto.
C’è ad esempio la “rottura” di Pierpaolo Bazzoni con l’area Soru-Demontis, con il consigliere che, dopo aver rifiutato mesi fa la proposta di Nicola Sanna di sedersi in giunta, “spaccando” il suo gruppo, si aspettava di entrare in squadra una volta arrivata la pace. Offerta che non è arrivata (anche per oggettiva mancanza di posti) con Bazzoni che considera rotto il patto di fiducia con Soru e Demontis e andrà per la sua strada.
E i problemi non mancano anche in altre componenti del partito. Stefano Perrone ad esempio, tra i capofila dell’area Spissu, non nasconde da tempo il fatto che gradirebbe molto la presidenza del consiglio. E, se alla fine non arrivasse nemmeno un assessoratoe, non è difficile pensare che non lo gradirebbe affatto. L’idea per lui potrebbe essere quella di nominarlo capogruppo in consiglio, ma prima Esmeralda Ughi dovrebbe accettare la nominao in giunta, scelta che oltretutto risolverebbe non pochi grattacapi relativi anche alla parità di genere. Il problema è che Ughi non ne vuole sentire parlare.
Due dei tanti casi che possono esplodere in un gruppo che pare comunque in via di allargamento, e di assestamento, con i consiglieri di Sassari Bella Dentro Alessandro Boiano e Dino Ghi ormai ufficialmente in area Manca-Carbini e pare pronti al grande salto dentro il Pd.
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