La Nuova Sardegna

Sassari

Esproprio, dopo 5 anni se non ci sono le opere il vincolo è decaduto

Posseggo terreni agricoli in prossimità di un centro abitato. Nel 2006 il Comune ha deliberato un piano regolatore che ha assegnato a una parte di questi terreni la destinazione urbanistica Ppe...

2 MINUTI DI LETTURA





Posseggo terreni agricoli in prossimità di un centro abitato. Nel 2006 il Comune ha deliberato un piano regolatore che ha assegnato a una parte di questi terreni la destinazione urbanistica Ppe (edilizia popolare) e ad una seconda parte “futura rete viaria”. Considerato che tali opere sono ipotetiche e future, che la mutata destinazione urbanistica rende gli stessi privi di valore e invendibili, chiedo: esistono termini oltre i quali se non è eseguito l’esproprio decade la delibera? Per quanto tempo sono tenuto a pagare imposte e sostenere spese per un bene il Comune ipotizza di utilizzare?

La proprietà privata è un diritto inviolabile per la Costituzione che ammette la sua limitazione ed espropriazione soltanto in presenza di ragioni di pubblica utilità e attraverso un procedimento che garantisca il cittadino da possibili abusi della pubblica amministrazione. La procedura di esproprio è contenuta nel “Testo unico per le espropriazioni di pubblica utilità” che considera come primo atto della procedura il “vincolo preordinato all’esproprio”, da individuarsi nel Ppe indicato nel quesito, ossia quel provvedimento urbanistico diretto ad individuare le aree sottoposte a vincoli. Ai sensi dell’art. 9 della normativa, il vincolo può avere, salvo reiterazioni, una durata massima di cinque anni, termine oltre il quale il vincolo decade e non produce le sue limitazioni. Durante i cinque anni, salvo particolari atti urbanistici di tipo conformativo, non è dovuto alcun indennizzo, in quanto il proprietario sarà ristorato delle perdite economiche al momento dell’espropriazione. Al termine dei cinque anni l’Amministrazione dovrà decidere se procedere alla dichiarazione di pubblica utilità, reiterare motivatamente il vincolo o lasciarlo decadere. Tuttavia, nel quesito viene evidenziato come il vincolo sia stato assegnato nel 2006 e, quindi, verosimilmente è stato reiterato dalla pubblica amministrazione.

In questo caso la giurisprudenza riconosce il diritto ad un’indennità. In particolare il Consiglio di Stato ha più volte affermato che la permanenza del vincolo oltre i termini previsti, e senza alcun inizio serio dell’espropriazione, “non può essere dissociato dalla previsione di un indennizzo”. Pertanto, trascorsi cinque anni dalla delibera potrà richiedersi un congruo indennizzo all’amministrazione, verificando però che il provvedimento sia stato reiterato.(Avv. Giuseppe Bassu)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative