Sassu: «Basta, Abbanoa ci rispetti»
Il vice sindaco: c’è un incontro il 19 ottobre. Senz’acqua potabile da 34 giorni
PORTO TORRES. «L’amministrazione comunale aveva chiesto sin dalla metà dello scorso mese un incontro all’Ente di governo dell'ambito della Sardegna (Egas), e solo l’altro ieri ci è stata data la risposta che l’incontro è stato programmato per il 19 ottobre a Sassari. In quella sede chiederemo con forza la sottoscrizione di impegni e scadenze chiare – sostiene il vicesindaco Sebastiano Sassu –, sia sulla qualità dell’acqua sia sulle bollette e gli slacci: non è infatti tollerabile che la nostra città rimanga senz’acqua potabile per settimane e che la soluzione individuata dal gestore sia solamente la distribuzione di acqua con le autobotti. A noi non basta». L’incontro con i vertici del gestore della rete idrica dovrebbe servire a capire il comportamento paradossale messo in atto da Abbanoa verso la comunità turritana: da 34 giorni vige l’ordinanza di non potabilità dell’acqua pubblica - se non per il lavaggio della frutta e della verdura e per tutti gli usi igienici -, ma nel frattempo arrivano bollette pazze e si prosegue con gli slacci anche a famiglie che vivono in estrema povertà.
«Su quest’ultimo fronte – aggiunge Sassu – abbiamo riscontrato diverse situazioni anomale, bollette pazze e piani di rientro certamente non ricevibili da famiglie che si trovano in profonda situazione di disagio economico. Per questo serve uno sforzo maggiore da parte del gestore della rete, perché Porto Torres attraversa un periodo di profondo disagio socio-economico e tante persone non possono sostenere le spese». L’associazione Civiltà è Progresso continua a ricevere lamentele di famiglie la cui bolletta è assolutamente errata rispetto ai consumi reali, oppure la visita dei cittadini che giustamente si sentono beffati dal pagare l’acqua che scende dai rubinetti come buona proprio nei periodi dove vige l’ordinanza sindacale che vieta l’utilizzando come bevanda e per la preparazione dei pasti. (g.m.)
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