La Nuova Sardegna

Sassari

La giunta non arriva, salta il Consiglio

di Giovanni Bua
La giunta non arriva, salta il Consiglio

Manca ancora un nome per chiudere l’accordo nel Pd, si tratta a oltranza. Gli assessori uscenti protocollano le dimissioni

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SASSARI. Niente da fare. Non arriva la sospirata chiusura della crisi a Palazzo Ducale, con sindaco e partiti di maggioranza che vivono l’ennesima drammatica mattinata di trattative. La giunta uscente che protocolla, come promesso, le dimissioni. E tutti che, alla fine, decidono di prendersi altre 24 ore a caccia dell’ultimo tassello che chiuderebbe il complicao puzzle.

Si tratta di una donna, esterna alla giunta, espressione dell’area Lai-Ganau-Spissu. Per indicare la quale i tre avevano chiesto martedì 48 ore di tempo, che alla fine, Sanna volente o nolente, hanno finito per prendersi. Una faccenda relativamente facile se non fosse che tutto il complicato arzigogolo messo in piedi per far quadrare gli impossibili conti di questa giunta si regge su fondamenta assai friabili. E, per ogni falla che si chiude altre due se ne aprono, dando ogni momento l’idea che tutto possa rovinosamente crollare.

Idea plastica ieri mattina, con consiglieri comunali, ottimisticamente convocati per un consiglio comunale alle 10, che fin da presto si assiepano a gruppetti tra sala giunta e ufficio del sindaco. Segretari cittadino e provinciale del Pd che entrano ed escono dalle stanze. Mono e plurigruppi che si incollano ai telefoni, aprono porte, le sbattono. Dimissioni degli assessori che, da politiche, diventano definitive.

Nel mezzo il sindaco Sanna, sempre a un passo dal chiudere, sempre a un passo da far saltare definitivamente tutto. L’ipotesi è meno teorica del previsto. Se da una parte finisce per non arrivare, infatti l’atteso nome mancante, una donna di area Lai-Ganau che raggiunga l’ormai quasi certo Fabio Pinna e lo stracerto Antonio Piu in giunta, ingannando l’attesa il primo cittadino trova il tempo per gestire una grana non da poco scoppiata (e non ancora chiusa) con Sel. Che, tramite segreteria regionale, rottama l’accordo raggiunto con gli altri 5 monogruppo su Amalia Cherchi e Ottavio Sanna e butta sul tavolo il nome di Anna Marchesi dello Zooprofilattico. Rimandato al mittente da Sanna, con un non troppo felice Marco Manca che promette battaglia, e gli altri cinque che invece salvano Amalia Cherchi.

Abbastanza per far risalire la tensione, con il sindaco che per un attimo sembra tentato dal tornare indietro sul via libera all’assessore esterno, ma poi decide di concedere il tempo richiesto. E rimandare tutto a domani. Nel mentre arrivano i lavoratori Cedi-Sigma, il consiglio, alle 12.45 si riunisce e viene aggiornato a una capigruppo, fissata per oggi. La giunta si azzera per davvero. E arriva l’ennesimo rompete le righe.

Nulla di fatto insomma, anche se davvero nulla ora osterebbe a chiudere la partita. Lo schema ormai sembra fatto, con la tessera “rosa” vuota da riempire in quota Lai-Ganau (Andreina Desole?) e un ultimo dubbio da sciogliere per la presidenza del Consiglio, con in ballo Giuseppe Masala ed Esmeralda Ughi.

Per il resto ormai certi (i nomi non le deleghe) nel Pd Antonio Piu (per lui il super assessorato alla Mobilità) e il segretario cittadino Fabio Pinna (forse diretto all’Ambiente), Gianni Carbini (che sembra interessato all’Urbanistica), Monica Spanedda (tra Cultura, Istruzione e Servizi sociali). Per SbD Alessio Marras (forse agli Affari generali). Per i piccoli i riconfermati (anche nelle deleghe) Amalia Cherchi e Ottavio Sanna. Per Città Futura infine quasi certa Maria Vittoria Casu, fondatrice del settore dei servizi sociali, e con esperienze politiche come consigliere regionale. Per lei Istruzione o Servizi Sociali.

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