Morto dopo un pugno fuori dal bar, la sentenza è prevista per l’11 novembre
SASSARI. Avrebbe dovuto tenersi ieri pomeriggio ed è invece stata rinviata al prossimo 11 novembre l’udienza finale del processo che si sta celebrando con rito abbreviato a carico di Emanuele...
SASSARI. Avrebbe dovuto tenersi ieri pomeriggio ed è invece stata rinviata al prossimo 11 novembre l’udienza finale del processo che si sta celebrando con rito abbreviato a carico di Emanuele Bottegoni, sassarese di 41 anni, accusato di omicidio preterintenzionale. Il fatto risale ad agosto del 2012. La vittima è Gianpaolo Pintus, autotrasportare sassarese di 57 anni, morto dopo una lite davanti all'ingresso dell'Eurobar di Bancali. L’imputato, dopo la violenta lite, - che inizialmente non era stata denunciata alle forze dell'ordine - si era presentato in questura con il suo avvocato Salvatore Carboni e aveva fornito la sua versione dei fatti. Agli agenti della squadra mobile aveva detto di essere intervenuto per porre fine a una lite e per tutta risposta di aver ricevuto una spinta da Pintus. Per difendersi - questa la sua tesi - l'avrebbe poi colpito con un pugno mandandolo a terra. Da quel momento Gianpaolo Pintus non si era più ripreso. Gravissime le lesioni cerebrali che avevano portato i medici anche a eseguire un intervento chirurgico con l'intenzione di alleggerire la pressione esercitata dal vasto ematoma. L'uomo però non era mai uscito dal coma e il 5 settembre del 2012 la situazione era precipitata definitivamente e il cuore di Pintus si era fermato. Secondo il suo avvocato, a provocare la morte non fu il pugno sferrato da Bottegoni ma la caduta a terra, probabilmente battè con estrema violenza la testa. La difesa, oltretutto, è convinta che forse si sarebbe potuto fare di più in ospedale, perché l'autotrasportatore venne visitato molte ore dopo l'arrivo al pronto soccorso. I familiari di Giampaolo Pintus si sono costituiti parte civile con l'avvocato Nicola Lucchi. (na.co.)
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