Una legge e finanziamenti certi per non chiudere la Multiss
Incontro tra i sindacati, i commissari delle due Province, consiglieri regionali e il presidente Ganau In 144 rischiano il licenziamento da gennaio e intanto la riforma degli enti locali resta al palo
SASSARI. Per salvare i 144 posti di lavoro della Multiss e assicurare i servizi di manutenzione di strade e scuola serve una legge apposita e finanziamenti robusti. Non è lapalissiana la richiesta arrivata ieri dall’incontro richiesto dai sindacati con i commissari delle Province di Ssasari e Olbia Tempio, Guido Sechi e Giovanni Carta, il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau , i consiglieri regionali – hanno partecipato Daniele Cocco (Sel), Antonello Peru e Marco Tedde (Forza Italia) – e il presidente e il direttore della Multiss, Marco Francesconi e Antonio Spano. Da tre anni si gira sempre intorno agli stessi argomenti, ma intanto i lavoratori della società partecipata della Provincia sassarese sono in cassa integrazione, senza neanche percepirla, i soldi per mandare avanti la baracca basteranno fino a dicembre, dopodichè partiranno i licenziamenti collettivi e amen. «Tutto questo mentre a Cagliari ancora ci si gingilla – è l’amara considerazione di un operaio – con la riforma degli enti locali, siamo arrivati alla terza bozza, siamo in attesa della quarta, e non si vede la luce in fondo al tunnel, anzi, ogni giorno aumenta la confusione».
È stato Pierfranco Piredda (Fisascat Cisl) a fare, per tutti i sindacati, il punto della situazione. Drammatica: «Qui sono a rischio i servizi essenziali che la nostra azienda ha finora assicurato – ha detto –. Ma anche il nostro posto di lavoro. Siamo già in camera di conciliazione e intanto non abbiamo nessuna risposta certa su quale sarà il destino delle società in house. Dalla riforma regionale dell’assessore Cristiano Erriu è sparito l’articolo 44 che salvava le partecipate. Nel frattempo ci è stato annunciato che per il 2016 i tagli alle risorse per continuare ad erogare i servizi saranno del 40 per centro e nel 2017 dell’80 per cento». Una batosta. Quindi la richiesta del sindacato: «Il 60 per cento dei fondi per il prossimo anno ci venga erogato subito, così avremo certezza dello stipendio in attesa del nuovo assetto degli enti locali». Piredda ha anche lamentato il massiccio intervento finanziario da parte della Regione, la scorsa estate, per le società in house delle province di Oristan, Nuovo e Cagliari, in tutto 3 milioni. «A Sassari non abbiamo avuto lo stesso trattamento, e infatti i colleghi delle altre partecipate non hanno fatto un giorno di cig». La proposta dei lavorator si è però scontrata con problemi tecnici. «Non si può – ha affermato con forza l’amministratore-commissario Guido Sechi – fare un contratto mensile ai lavoratori Multiss, perchè la legge non lo consentirebbe». «Senza che sia presentata la finanziaria non siamo in grado di programmare niente – ha ribadito Giovanni Carta, alla guida dell’ex Provincia gallurese che con la Multiss ha una convenzione –. Per quanto ci riguarda assicureremo sino alla fine di dicembre la manutenzione di strade e scuole, ma il clima è di tale incertezza che al momento non sappiamo nemmeno quando il nostro ente confluirà in quello sassarese».
«Non ci sono soldi – ha calcato Sechi –. Le Province sarde hanno sforato il patto di stabilità per 60 milioni di euro. Intanto c’è troppa incertezza sui tempi in cui avverrà il riordino, mentre il nostro mandato di commissari è in scadenza. Ma alla Regione abbiamo chiesto risorse». Gianfranco Ganau, ha a sua volta sottolineato come senza la legge finanziaria e senza coperture non si possa intervenire. Mentre Antonello Peru ha affermato che giace in Consiglio una legge a sua firma che partendo dall’essenzialità dei servizi forniti dell partecipate, ne garantirebbe la sopravvivenza in termini di cooperazione. Ma senza la riforma degli enti locali nero su bianco anche per Marco Tedde e Daniele Cocco, è difficile fare previsioni.
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