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Sassari

I commercianti di Sassari in rivolta: «I continui furti ci faranno chiudere»

di Vannalisa Manca
La vetrata infranta di un negozio in via Luzzatti
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La vetrata infranta di un negozio in via Luzzatti

Ennesimo raid nella centralissima via Luzzatti, per la terza volta in sei mesi presa di mira la “Pelletteria di Varese”

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SASSARI. Due minuti e 45 secondi: tanto è durato il raid di due ladri che all’alba di mercoledì 21 ottobre hanno fatto razzia nella “Pelletteria di Varese” in via Luzzatti. Tutto ripreso dalle telecamere della videosorveglianza, tutto visualizzato nel telefonino del titolare, svegliato dal trillo dell’allarme intrusione. Un episodio che si aggiunge agli ormai numerosi altri che gli imprenditori commerciali del centro storico subiscono da tempo. Una delle vie dello shopping più frequentate di Sassari, che di sera diventano luogo di ritrovo di sbandati e di spacciatori. E i furti si susseguono con triste frequenza. I malfattori hanno messo a soqquadro e rubato due volte nel negozio di calzature Valleverde, sempre in via Luzzatti, ma anche in largo Cavallotti, nella profumeria Canu in piazza Rosario, al bar sotto i portici Bargone. Per citare solo alcuni degli episodi denunciati.

Per Christian Delunas, titolare della pelletteria inaugurata dal nonno Gianni Baioni nel 1965, è stata la terza “esperienza” in sei mesi. La prima fu durante la festa di carnevale, lo scorso febbraio 2015, quando i ladri arrivarono in via Luzzatti a bordo di un’auto rubata per sfondare la vetrina, poi una seconda spaccata l’ha registrata qualche mese fa e ora il colpo delle 5 del mattino di mercoledì: il bottino è stato ricco anche stavolta. I ladri hanno agganciato i manici di 29 tra borse e borsoni da viaggio e sono ripartiti veloci su uno scooterone. E proprio come in un film, il titolare della Pelletteria ha visto tutto, ancora una volta inorridito per l’ennesima razzia che i ladri stavano compiendo nel suo negozio. «Il mio telefonino ha squillato alle 5 del mattino annunciando l’intrusione. E subito sono apparse sul display del cellulare le immagini riprese dalla telecamera sistemata nel negozio. Il tempo di arrivare, avrò impiegato quattro minuti, non di più, e i due erano già scomparsi. Hanno usato il solito piede di porco, buttato a terra il pesante cristallo della porta e in un attimo hanno portato via molta merce. Incappucciati, senza casco, si sono allontanati su una moto. Uno alla guida e l’altro con le braccia piene di borse». È arrivata la pattuglia delle forze dell’ordine e ha avviato le indagini.

«Si tratta senza dubbio non di bande organizzate ma di giovani sbandati - dicono i negozianti -. Ormai conoscono gli orari delle guardie giurate, aspettano che passi una pattuglia e poi agiscono». Adesso, mentre qualche negoziante ha ormai deciso di chiudere i battenti, altri chiuderanno i negozi con i cancelli. Per difendere un patrimonio personale sì, ma che per la città rappresenta un pezzo di economia e sviluppo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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