Furto di fucili: algherese assolto dopo 9 anni, di cui 3 passati in carcere
La sentenza del tribunale di Sassari scagiona un 36enne che era stato arrestato nel 2006 e si è sempre dichiarato innocente. Un nipote del derubato confessò e patteggiò due anni e 8 mesi
SASSARI. Assolto dopo nove anni «per non aver commesso il fatto».
La sentenza è stata pronunciata ieri mattina, mercoledì 21, dal collegio di giudici presieduto da Salvatore Marinaro. L’imputato era Gabriele Masu, algherese di 35 anni, accusato di aver rubato nel 2006 due fucili da caccia dall’abitazione di Francesco Pischedda (nella località La Ruchetta, ad Alghero).
Il fatto risale per la precisione al 26 settembre di nove anni fa e le indagini dei carabinieri portarono, tre mesi dopo, all’arresto di Masu e di Marco Pischedda, nipote del proprietario della casa. E proprio lo zio finì imputato per l’omessa custodia delle armi tenute in un armadio non blindato e neppure chiuso a chiave, come previsto dalla legge. Il reato nel frattempo si è prescritto.
A indicare i due come colpevoli del furto era stata una terza persona alla quale i carabinieri erano arrivati attraverso una segnalazione anonima. A casa di quest’uomo i militari trovarono la cartuccera e cinque bossoli esplosi di fucile e lui accusò subito Masu e Pischedda raccontando agli inquirenti che i due erano andati da lui subito dopo il furto, avevano provato i fucili, li avevano lasciati nascosti in un canneto e poi erano tornati dopo un’ora a riprenderli. Per questo era stato accusato di favoreggiamento e poi assolto.
Marco Pischedda dopo circa 7 mesi di carcere preventivo aveva confessato il furto, aveva scagionato Masu e patteggiato in udienza preliminare 2 anni e 8 mesi.
Gabriele Masu, interrogato, aveva negato ogni responsabilità raccontando di trovarsi in casa di quella terza persona nel momento in cui arrivò Pischedda per provare i fucili ma di non avere nulla a che fare con il furto. Ha scontato per intero la misura cautelare prevista, in tutto circa 3 anni di carcere.
Ieri per lui, assistito dall’avvocato Patrizia Marcori che ha lottato a lungo per dimostrare la sua innocenza, è arrivata la sentenza di assoluzione. (na.co.)
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