Le giornate archeologiche per salvare i siti più belli
Ossi, da sabato una serie di incontri per chiedere la collaborazione dei volontari L’iniziativa a cura degli assessori Mudadu e Cassano: si parte da Mesu’e montes
OSSI. Mancano le risorse finanziarie? L’assessore all’Archeologia Fabio Mudadu e alla Cultura Laura Cassano non si scompongono. In attesa che in qualche modo arrivino, inaugurano le giornate dedicate ai siti archeologici, facendo appello al “volontariato culturale” e invitando cittadini, associazioni e comitati a impegnarsi responsabilmente prendendosene cura. Sabato 7 il primo appuntamento alla necropoli di Mesu ’e Montes. L’iniziativa, dichiarano gli assessori, «muove dall’intento di tutelare e, contemporaneamente, far conoscere i luoghi della memoria storica del nostro territorio». La scelta del complesso prenuragico di Mesu ’e Montes non è casuale. Oggetto a suo tempo di accurati interventi di scavo, consolidamento, ripristino e di studio si trova in una posizione ancora oggi paesaggisticamente molto suggestiva e in passato sicuramente importante dal punto di vista strategico. Sono ben 18 ipogei, scavati su una parete calcarea verticale alle pendici meridionali del Monte Mamas, che si affacciano sulla stretta vallata, denominata appunto Mesu ’e Montes, oltre la quale fronteggia il Monte Mannu. In mezzo l’antico tratturo di Pianu ’e laccana che, partendo dalla provinciale 97, si insinua sino ai piedi della parete rocciosa, davanti alle domus che si dividono in due ali, da una parte e dall’altra della strada. Questa è percorribile in macchina sino a una grande quercia che troneggia al centro della vallata, testimone sopravvissuta ad una ricca vegetazione di macchia sovrastata da piante di “elike” e “chercu”. Tra il 1994 e i primi anni del 2000, nel contesto di una serie di attività che hanno interessato diversi siti, la necropoli è stata oggetto di alcuni interventi sotto la direzione dell’archeologa Pina Derudas. Nel corso dei lavori si è proceduto a una meticolosa ripulitura degli ipogei, che erano in stato di abbandono (talune tombe venivano ancora utilizzate per il ricovero del bestiame); anche l’area pertinente e il tratturo sono stati oggetto di interventi di ripristino e recupero in modo da renderli fruibili in occasione di visite e manifestazioni. In breve tempo la necropoli di Mesu ’e Montes è diventata il fiore all’occhiello fra i pur numerosi siti archeologici che sono presenti nel territorio di Ossi. Comitive e singoli appassionati di archeologia hanno incominciato a frequentarla mentre alcune associazioni vi hanno organizzato visite guidate, incontri e manifestazioni culturali. L’iniziativa degli assessori Mudadu e Cassano, tendente a un risveglio dell’interesse della comunità verso le testimonianze della propria storia e delle proprie radici, appare quanto mai opportuna. Anche se pensare di affidare esclusivamente alla buona volontà dei cittadini il loro recupero e la loro valorizzazione appare compito piuttosto arduo. I siti recuperati sono già abbastanza numerosi, estesi e impegnativi per potervi provvedere esclusivamente in tal modo: tra essi, il parco archeologico di Sa Mandra ’e sa Giua in pieno centro abitato (assai poco valorizzato), la necropoli di S’Adde ‘e Asile, le domus di Noeddale e di Littos Longos, la chiesa di Silvaru, il nuraghe di Corte ’e Lottene. E tanti altri, che ogni giorno che passa sono oggetto di crolli dovuti all’usura del tempo e all’indifferenza degli uomini, come la chiesa campestre di Santa Margherita e i numerosi nuraghi sparsi per l’agro, di cui non ci si è mai occupati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
