Agnelli Igp “taroccati”, a gennaio l’udienza preliminare
SASSARI. È stata fissata per il 29 gennaio 2016 l’udienza preliminare davanti al giudice che deciderà se rinviare o meno a giudizio i 131 imputati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Sassari...
SASSARI. È stata fissata per il 29 gennaio 2016 l’udienza preliminare davanti al giudice che deciderà se rinviare o meno a giudizio i 131 imputati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Sassari sugli agnelli Igp taroccati. A febbraio il sostituto procuratore Gianni Caria, titolare del fascicolo, aveva notificato la chiusura delle indagini preannunciando la richiesta del processo.
Gli indagati da 45 del 2012 sono diventati 131 nel 2015. Sono allevatori e macellatori di tutta la Sardegna e dirigenti del Consorzio di tutela dell’agnello sardo che ha sede a Nuoro e dell’organismo di controllo Ocpa di Bonassai (Olmedo). Rispetto alla fase iniziale, agli imputati viene contestata dal pm l’associazione a delinquere: si tratta di direttori, consiglieri, dirigenti, responsabili di servizi di controllo del Consorzio e dell’Ocpa, ma anche titolari o gestori di macelli, «che si associavano allo scopo di commettere più delitti di falso ideologico e materiale, truffa ai danni dello Stato e della Regione Sardegna e frode in commercio», scrive la Procura. Mentre altri reati dello stesso genere, relativi a episodi circostanziati e descritti nel 415bis, non saranno perseguiti «in quanto estinti per prescrizione». L'indagine della Procura di Sassari sulle presunte anomalie nelle certificazioni Igp per l'agnello sardo era partita nell'estate del 2011 con le prime perquisizioni dei carabinieri in alcune aziende di macellazione e produzione.
L’inchiesta aveva avuto origine in particolare da un’operazione finalizzata a contrastare le frodi nel commercio. L’attività ha interessato anche la Sardegna e - in questo caso - la commercializzazione degli ovini. Nella fattispecie si trattava di capire se gli agnelli “spacciati” come sardi e quindi marchiati con la prestigiosa etichetta Igp (Indicazione geografica protetta) fossero stati sottoposti ai controlli previsti dalla normativa. Se rispondessero cioè al disciplinare e se avessero di conseguenza i requisiti necessari per ottenere quel tipo di marchio. Secondo il sostituto procuratore di Sassari sarebbero state commesse diverse irregolarità durante queste procedure.
L’indagine era stata avviata proprio per capire se le certificazioni Igp fossero state realmente rilasciate dopo aver eseguito controlli scrupolosi sul prodotto. Secondo il pm alcuni imputati avrebbero «ottenuto indebitamente i contributi comunitari» attraverso «false dichiarazioni di conformità».
Così come sarebbero state «false» le «dichiarazioni che venivano utilizzate dai macelli Igp per la fittizia commercializzazione di carcasse di agnelli come Igp “Agnello di Sardegna”.
Mentre ad alcuni dirigenti Ocpa viene contestata la truffa «per aver dichiarato spese per verifiche ispettive periodiche di immissione e mantenimento nei confronti di allevatori e macellatori della filiera Igp “Agnello di Sardegna” in realtà mai effettuate».
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