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Demontis: «Un incubatore di città metropolitana»

Demontis: «Un incubatore di città metropolitana»

SASSARI. Sul tema della città metropolitana il Pd lavora a un progetto che, se si trovasse un accordo tra gli altri esponenti del partito, potrebbe concretizzarsi in una proposta di emendamento da...

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SASSARI. Sul tema della città metropolitana il Pd lavora a un progetto che, se si trovasse un accordo tra gli altri esponenti del partito, potrebbe concretizzarsi in una proposta di emendamento da presentare in Consiglio. A illustrare questa bozza è Salvatore Demontis: «La questione delle città metropolitane è legata alla necessità strategica del rafforzamento dei contesti urbani. La programmazione nazionale ed europea punterà sugli ambiti urbani per il rafforzamento dei servizi d'eccellenza, delle funzioni innovative, per i servizi sociale alla persona, per i servizi alle imprese ecc. In Sardegna, ad oggi, i contesti urbani sono essenzialmente tre: Cagliari, Sassari ed Olbia con le rispettive aree vaste. Cagliari ha oggi i requisiti per essere individuata Città metropolitana ristretta, parliamo di 9 o 11 comuni non della Provincia ovviamente. Come rafforzare gli ambiti urbani dell'area vasta di Sassari e di Olbia ? La soluzione maestra è quella dell'Area metropolitana estesa al Nord Sardegna, seppure non sia riferibile evidentemente ai soli contesti urbani. Posizione che noi consiglieri del territorio sosteniamo tutti con la stessa determinazione. Occorrerebbe però la maggioranza in Consiglio Regionale, maggioranza che ad oggi non c'è, considerando ovviamente il voto di tutti noi "Sassaresi" e le alleanze con altri territori. E chi non condivide questa soluzione non lo fà, secondo me, per svantaggiare Sassari ma invece perché crede, legittimamente, che le città o aree metropolitane debbano essere appunto metropolitane. Del resto, ci fanno notare, così è in tutta Italia, anche se con estensione Provinciale, unica eccezione la Sicilia. C'e' un'altra possibilità però: utilizzare la specialità della Regione Sardegna ed istituire una sorta di "incubatori di città metropolitana". Come? Conferendogli le stesse competenze, poteri e funzioni delle città metropolitane, compresa la stessa partecipazione diretta alle risorse destinate alle città metropolitane, la cura delle relazioni istituzionali con le Città metropolitane e quindi l'autonomia gestionale - al pari della città metropolitana di Cagliari- la programmazione strategica, il coordinamento dei piani della mobilità e della viabilità, trasferendogli le funzioni oggi in capo alle Provincie e la possibilità, mediante accordo con unioni di comuni, dell'elaborazione di una pianificazione strategica comune. La Regione proporrebbe alla Commissione Paritetica per l'attuazione dello statuto speciale lo schema di decreto legislativo che poi andrebbe approvato dal Consiglio dei Ministri. Il nostro modello sarebbe così armonizzato e recepito dalla normativa nazionale in materia di Enti Locali. Nelle more della approvazione delle norme di attuazione dello Statuto, qualora le Unioni di comuni di area metropolitana, con le nuove competenze di cui si è detto, vengano escluse dai finanziamenti destinati alle città metropolitane con la sola motivazione della definizione giuridica della forma associativa dei Comuni, la Regione provvederebbe a garantire condizioni equivalenti sulla base di apposite intese con dette Unioni. Parliamo quindi di un modello Sardegna per il rafforzamento degli ambiti urbani. Siamo sicuri che uno strumento come questo non sia efficace? Io credo di si».

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