In Corsica una tre giorni dedicata a Francesco Falcucci
LAERRU. È stato un grande onore per il Comune di Laerru prendere parte al convegno internazionale di studi che l’università della Corsica ha organizzato nei giorni scorsi per fare il punto sull’attual...
LAERRU. È stato un grande onore per il Comune di Laerru prendere parte al convegno internazionale di studi che l’università della Corsica ha organizzato nei giorni scorsi per fare il punto sull’attualità dell’opera di Francesco Domenico Falcucci, l’intellettuale corso morto proprio a Laerru nel 1902. La rappresentanza del Comune anglonese è stata affidata all’assessore alla Cultura e ai Servizi sociali, Marcello Tanca che, grazie alla tre giorni convegnistica, ha potuto avviare una serie di relazioni che potrebbero in prospettiva conoscere interessanti sviluppi. A iniziare dal rapporto, cordiale e genuino, con i vertici dell’organizzazione rappresentati dal rettore dell’ateneo francese, il professore Paul-Marie Romani, e dalla studiosa Stella Retari-Medori, responsabile scientifica dell’importante simposio. Uno dei momenti più significativi della “missione” dell’assessore Tanca in Corsica, nella fattispecie a Rogliano, dove Falcucci nacque nel 1835, oltre all'intesa con il sindaco del Comune corso, deve essere però considerato l’incontro con Serafino Fasulo, l’intraprendente e brillante assessore alla Cultura del Comune di Livorno, città che con la Corsica e soprattutto con la sua area settentrionale ha da sempre un rapporto per così dire privilegiato. L’idea sembrerebbe infatti quella di dare corpo a una possibile sinergia di intenti per un progetto che faccia leva sull’importanza della figura di Falcucci. Un nome che può efficacemente costituire il punto di raccordo tra le due isole e la sponda toscana del Tirreno. D’altronde, come è stato dimostrato durante la tre giorni convegnistica, alla quale hanno partecipato più di 50 specialisti e docenti universitari italiani, francesi, tedeschi, spagnoli e rumeni (tra cui anche lo studioso perfughese Mauro Maxia), la parabola intellettuale di Falcucci investe tanti campi d’indagine. C’è stato il Falcucci esperto di linguistica (quello del vocabolario della lingua corsa di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della postuma pubblicazione), ma anche l’intellettuale impegnato, amico di Tommaseo e Rattazzi, critico letterario, traduttore, poeta e giornalista battagliero. Tanti Falcucci, insomma, per una miriade di idee che potrebbero ispirare partnership e nuove forme di progettualità. (g.pu.)
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