L’Ute ringiovanisce e diventa università per tutte le età
Il neo presidente Pazzona ha aperto l’anno accademico Riconoscimento a Maida rimasto alla guida per 33 anni
SASSARI. Trentacinque anni di attività ma l’Ute non invecchia. Anzi, ringiovanisce. L’altro ieri, giornata di inaugurazione del nuovo anno accademico 2015-2016, l’annuncio: l’Università per la terza età cambia nome e diventa Università per le tre età. Con soddisfazione, il neo presidente Antonello Pazzona, in un’aula magna di Agraria gremita, ha dato notizia del cambiamento in vista. «Vogliamo aprire alle fasce più giovani per coinvolgerle nelle nostre attività – ha detto il presidente e direttore del Dipartimento di Agraria –. Un’iniziativa che proponiamo sul solco di quella intrapresa con successo dall’Ute di Olbia e che ci è sembrato opportuno ripetere anche a Sassari».
L’Ute (l’acronimo resta lo stesso) ha voluto ringraziare, nominandolo presidente emerito, il professor Alessandro Maida, ex rettore dell’ateneo sassarese, che per trentatrè anni ha guidato con impegno e passione l’istituzione, facendola crescere insieme con i soci fondatori e sempre garantendo un’attività di livello. E un segno di riconoscenza è andato anche ai soci fondatori e ad altri soci anziani che con il loro prezioso contributo sono stati in questi anni le “colonne” dell’Ute. Il presidente ha consegnato una pergamena e li ha ringraziati per il lavoro svolto e che continueranno a svolgere. A Maida, a simboleggiare anche il passaggio di testimone, il professor Pazzona ha consegnato una targa ricordo e un sigillo d’oro. Poi gli ha lasciato il posto al tavolo di presidenza per la prima delle lezioni del nuovo anno accademico. Lezione che aveva come tema la sanità e i suoi costi, argomento che ha suscitato la viva attenzione dell’uditorio,e che il presidente emerito ha affrontato spiegando il ruolo imprescindibile della prevenzione nella salute dei cittadini. «Valorizzandola, nell’arco di un certo periodo di tempo, la prevenzione può garantire un abbattimento dei costi senza che venga intaccata la qualità dei servizi erogati», ha detto Maida.
È adesso veniamo ai numeri. È cresciuta l’Ute, tanto da raggiungere il numero di 3482 immatricolazioni e contare 258 iscritti al nuovo anno accademico – finora, perché le adesioni sono ancora aperte. E sono soprattutto le donne a frequentare le molteplici attività del ricco calendario, tra corsi, laboratori e tanto altro. Tant’è che di quei 258 iscritti, sono ben 202 contro 46 maschi.
Antonello Pazzona ha anche informato delle prossime iniziative. Spicca la collaborazione che si avvierà con il carcere di Alghero, carcere modello. «I detenuti verranno stimolati nell’espressione delle proprie potenzialità artistiche e letterarie, e saranno affiancati da un tutor Ute. L’obiettivo è di raccogliere i loro elaborati in un libro. Poi – ha proseguito Pazzona – organizzeremo una giornata sull’agroalimentare con la Camera di commercio, continueremo la collaborazione con l’Ente concerti e saranno con noi anche i giocatori della Dinamo». Questo nonostante i tagli regionali ai finanziamenti. «Di cui stamo soffrendo, certo, ma noi andiamo avanti autofinanziandoci. Non vogliamo chiudere, sia ben chiaro».
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