A processo allevatore di Orune che causò incidente con tre morti sulla Sassari-Olbia
Nell'ottobre 2013 al bivio per Ardara persero la vita padre, madre e figlio di Ozieri. L’automobilista era ubriaco. In aula la protesta pacata di parenti e amici che hanno esibito un cartello con la scritta “Giustizia”
SASSARI. Qualche attimo di tensione prima che il giudice monocratico Maria Teresa Lupinu invitasse tutte le persone presenti in aula a stare sedute. Erano alcuni amici e qualche parente delle vittime del terribile incidente stradale accaduto due anni fa al bivio per Ardara. Morirono tre persone: marito, moglie, figlio.
Venerdì 6 si è aperto il processo a carico dell’automobilista che provocò lo schianto mortale. A inizio udienza, queste persone hanno tenuto in mano per qualche istante un cartello con la scritta “Giustizia!”. Poi hanno obbedito al giudice.
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Sul banco degli imputati, accusato di omicidio colposo plurimo – aggravato dalla guida in stato di ebbrezza – c’è l’allevatore 36enne di Orune Mario Serra, assistito dall’avvocato di Nuoro Francesco Carboni. Fu Serra, a ottobre del 2013, a provocare l’incidente sulla Sassari-Olbia, al bivio per Ardara. La sua Golf era diventata un missile impazzito e nel tremendo impatto con una Punto era rimasta uccisa una famiglia di Ozieri. Dalle successive indagini era emerso che il tasso alcolemico nel sangue di Serra era quattro volte superiore al limite consentito.
Tre in tutto i morti nella carambola di auto. Mario Zintu, 58 anni, capofamiglia; sua moglie Franca Aini, di 49, e il figlio più piccolo, Claudio, di soli 20 anni. Il ragazzo era deceduto successivamente e suoi organi erano stati donati. Era invece sopravvissuto Salvatore Zintu, che oggi ha 25 anni, l’unico componente della famiglia scampato alla morte anche se ha riportato gravissime conseguenze fisiche. I medici lo avevano sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione della milza.
Nella ricostruzione dell’incidente si era rivelata importante la testimonianza di un immigrato di 57 anni che viaggiava a bordo di una Chrysler Touring. L’uomo – ricoverato in ospedale a Sassari – aveva ricostruito esattamente la dinamica: «Procedevo da Sassari verso Olbia, dove vivo – aveva detto agli inquirenti – e all’altezza del secondo bivio per Ardara, ho visto arrivare dalla parte opposta una Golf. Era velocissima e sempre più vicina, mi è piombata addosso, non sono riuscito a evitarla neppure con una manovra disperata dell’ultimo momento». La dichiarazione corrisponde ai rilievi della polizia stradale e dei carabinieri: la Golf strisciò sulla Chrysler, entrambe le auto persero una delle ruote anteriori. La Chrysler finì contro lo spartitraffico e si ribaltò. La Golf proseguì a tre ruote fino a invadere la corsia opposta e centrare in pieno la Punto con la famiglia Zintu.
I parenti (c’è già stato un risarcimento) in questo processo non si sono costituiti parte civile. La prossima udienza davanti al giudice monocratico Maria Teresa Lupinu è stata fissata per il 12 maggio, in quell’occasione saranno sentiti i primi cinque testi del pm.
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