Sassari, scomparso da giorni: era morto dentro casa
Trovato privo di vita nel bagno, la scoperta in una abitazione di via Lamarmora. Il decesso forse dovuto a cause naturali, indagano i carabinieri. Oggi l’autopsia
SASSARI. Per entrare in casa i vigili del fuoco hanno dovuto sfondare la porta e consentire l’ingresso degli operatori del 118 e dei carabinieri. Purtroppo per Domenico Cesare Speziga, 59 anni, sassarese, con numerosi precedenti di polizia, non c’era più niente da fare.
L’uomo era morto, sicuramente da qualche giorno: l’autopsia disposta dal magistrato dovrà accertare le cause che hanno provocato il decesso del disoccupato che - a quanto pare - aveva anche seri problemi di salute. Il cadavere - a conclusione dei rilievi degli investigatori - è stato trasferito all’istituto di Patologia forense.
L’intervento è scattato ieri sera, poco dopo le 19,30. Sono stati alcuni residenti a segnalare che dall’abitazione di via Lamarmora 95 proveniva un forte odore e la porta - secondo le testimonianze - era chiusa da tempo, forse da più di due giorni.
A quel punto i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia hanno chiesto l’ausilio dei vigili del fuoco e in via Lamarmora sono arrivati anche gli operatori del 118. Dopo i primi tentativi di entrare in casa attraverso percorsi alternativi, alla fine è stata assunta la decisione di forzare la porta d’ingresso che era chiusa dall’interno.
Una volta entrati, i vigili del fuoco e i carabinieri, hanno scoperto il cadavere dell’uomo nel bagno. Non sarebbero stati trovati segni di violenza sul suo corpo e neppure rilevati elementi che farebbero pensare a causa diverse dalla morte per cause naturali, o comunque non attribuibili a colpe di terzi.
A tarda sera gli accertamenti erano ancora in corso e il cadavere è stato rimosso per consentire l’esame da parte del medico legale che potrebbe avvenire già nella giornata di oggi. Domenico Cesare Speziga era stato arrestato più volte per diversi reati nel corso degli ultimi anni. In particolare, nella primavera del 2008 era finito nei guai per un furto di opere d’arte (serigrafie di Salvador D’Alì, qualche pezzo di Aligi Sassu e di Elio Pulli e due quadri di Video Anfossi), ma anche di gioielli. E poi per il possesso di una pistola calibro 22 «Mondial» oltre a una baionetta di un fucile «Mauser» , considerata arma da guerra e quindi non consentita assolutamente nelle collezioni private.
Ma numerosi, anche in precedenza, erano i precedenti per rapina, furto e ricettazione.
Nell’ultimo periodo l’uomo era finito ancora nei guai anche per evasione dagli arresti domiciliari e resistenza a pubblico ufficiale. Da giorni non si avevano sue notizie, si pensava fosse andato via. Invece era morto in casa.
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