Agro, ecco come chiedere i finanziamenti
CHIARAMONTI. Snellire e semplificare l’iter delle procedure per accedere ai benefici delle varie Misure, in modo da non scoraggiare eventuali nuovi operatori interessati. Poi abbreviare i tempi tra...
CHIARAMONTI. Snellire e semplificare l’iter delle procedure per accedere ai benefici delle varie Misure, in modo da non scoraggiare eventuali nuovi operatori interessati. Poi abbreviare i tempi tra presentazione delle domande e ricezione delle risposte nonché dei singoli finanziamenti. Sono alcune delle richieste più urgenti da presentare alla Regione emerse nel corso dell’incontro sul Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, organizzato venerdì a Chiaramonti da Sinistra sarda e Partito dei Sardi. L’iniziativa ha colto nel segno andando incontro alla necessità dei cittadini di essere informati in tempo per cogliere nuove possibilità di inclusione sociale e sviluppo economico in un settore come quello agricolo e rurale dove in Sardegna, zona rurale quasi per il totale del suo territorio, si può ancora investire molto coniugando tradizione e innovazione.
Certo, bisogna saper fare le domande e orientarsi verso quella più consona. Ecco perché un iter burocratico troppo lungo e cavilloso può scoraggiare. Lo ha spiegato bene Pier Mario Manca, consigliere regionale nelle fila del Partito dei Sardi, che, affiancato da Alessandro Unali di Sinistra sarda, dopo l’introduzione del sindaco Marco Pischedda e dell’agronomo Elio Caputo ha passato in rassegna le diverse Misure, divise in sottomisure, del programma. «I soldi ci sono: un miliardo e poco più di 300 milioni di euro. Il 50% lo mette la comunità europea, il 30% l’Italia, il resto la Regione. Bisogna però saper fare i progetti», ha detto Manca andando a illustrare le varie Misure che anticipano i relativi bandi, le priorità da considerare (come formazione, regime di qualità e criteri di selezione) e le novità. Se infatti per la partecipazione a molte Misure l’età può essere una discriminante come lo spartiacque rappresentato dai 40 anni, l’associazionismo (anche tra pubblico e privato) può dare maggiori possibilità di accesso.
Riguardo alle novità «per la prima volta 7,5 milioni sono investiti per azioni di prevenzione; 75 milioni per la difesa del suolo; 2 milioni per colture di specie vegetali tipiche e piante a rischio di erosione genetica» ha anticipato Manca. Possibilità da studiare in attesa che la Regione pubblichi i relativi bandi.
Letizia Villa
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