Quasi pronta la breast unit per curare i tumori al seno
Gli specialisti dell’Aou stanno lavorando al progetto, poi interverrà la Regione Ieri un dibattito sul servizio dedicato alle donne colpite dal carcinoma
SASSARI. Sembra non ci siano più dubbi. Sassari avrà la sua breast unit, quella struttura che permette alle donne ammalate di tumore al seno di essere “prese in carico” da un’equipe specializzata a partire dalla diagnosi e lungo tutto il percorso terapeutico. Lo hanno ribadito ieri nel corso della tavola rotonda organizzata dalla commissione Pari opportunità del Comune di Sassari entrambi i commissari delle due aziende sanitarie cittadine, la Asl e l’Aou. Certo, mancava all’appello chi avrebbe potuto dire la parola definitiva su una questione tanto dibattuta negli ultimi tempi e cioè l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru che in un primo momento aveva dato la sua adesione all’incontro, ma gli operatori sanitari specializzati nella cura del cancro della mammella sono convinti che il servizio prenderà il via molto presto e lo stesso sindaco di Sassari Nicola Sanna, che invece non è voluto mancare all’appuntamento, ha affermato che «grazie all’impegno delle associazioni, della politica sassarese e di tutti i cittadini la presenza della breast unit, che in effetti mancava nell’elenco dei servizi previsto dalla riforma sanitaria ora sembra un problema risolto».
Rassicurazioni anche da parte del commissario della Asl Agostino Sussarellu che ha citato il terzo allegato della delibera di Giunta regionale di luglio nel quale si afferma: «Nell’ipotesi della nuova rete ospedaliera si avrebbero solo due strutture che raggiungono la soglia minima dei volumi relativi al numero di interventi chirurgici per il carcinoma della mammella (150 per struttura complessa): l’ospedale di II livello a Sassari con 239 interventi all’anno e il Dea di II livello di Cagliari con 602 interventi. Si rileva, inoltre, come il privato accreditato in tutta la regione raggiunga un volume complessivo pari a 138». Se ne deduce quindi che Sassari avrà la sua struttura di breast unit. E ci crede il direttore sanitario dell’Aou Antonella Virdis che descrive il processo di allestimento, in corso alle cliniche, del servizio per le donne ammalate di tumore. «Abbiamo tutte le figure necessarie, dal senologo radiologo all’anatomopatologo, dal chirurgo al radioterapista. Altri servizi che vanno inseriti nel percorso come la parte psicologica e quella della riabilitazione ma anche l’oncologia potranno essere inserite con l’accorpamento delle due aziende». È in corso dunque la definizione di un percorso omogeneo. Quando il progetto sarà definito «ma a breve», afferma Antonella Virdis, si passerà alla presentazione del progetto in Regione con la richiesta di risorse essenziali. Alla tavola sono intervenute la presidente della commissione Pari opportunità Consuelo Sari (commissione che tanto ha fatto negli ultimi tempi per la sensibilizzazione dei cittadini in favore della breast unit) e Loredana Pau, presidente dell’associazione Europa donna che in tutta Italia promuove la realizzazione di percorsi sanitari dedicati alle donne che vivono l’esperienza del tumore al seno.
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