Malati sulle barelle, caos in Geriatria a Sassari

Non ci sono posti letto e i pazienti vengono ricoverati in corridoio. Sindacati e familiari indignati. L’Asl: tutto sotto controllo

SASSARI. Ammalati ricoverati sulle barelle e uno persino costretto a sopportare la sua degenza accovacciato su una sedia a rotelle, in corridoio. Non succede in un ospedale da campo in mezzo al deserto, ma al sesto piano dell’ospedale civile “Santissima Annunziata” di Sassari, reparto Geriatria e Gastroenterologia.

Succede che i trentadue posti letto disponibili (dodici di gastroenterologia e venti di geriatria), sono tutti occupati e da venerdì scorso chi entra in reparto con un foglio di ricovero deve passare giorno e notte su una barella, appoggiata lungo il muro del corridoio. E per l’ultimo paziente ricoverato in reparto proprio ieri, non c’è disponibile nemmeno una barella. Arrivato direttamente dal pronto soccorso su una sedia a rotelle, lì è rimasto per tutto il giorno, nonostante le sue condizioni di salute siano tutt’altro che rassicuranti.

La carenza di posti letto nei due reparti che si spartiscono il sesto piano del Santissima Annunziata è stata tamponata, finché è stato possibile chiedendo ospitalità nei reparti con letti disponibili. Ma questa possibilità si è esaurita in poche ore, costringendo il personale che lavora in Geriatria e Gastroenterologia a tenere i pazienti sulle barelle, in corridoio.

La situazione non è migliore nel reparto di Medicina. Anche qui da un paio di giorni i posti letto sono al completo e i ricoverati restano adagiati sulle barelle. Inutili le proteste degli stessi pazienti e dei loro familiari: «Mio padre ha passato la notte in barella e oggi è ancora qui», dice con aria rassegnata un uomo al capezzale di una barella su cui si lamenta dolorante l’anziano padre. «Dobbiamo solo sperare e aspettare che qualche altro paziente venga dimesso, o qui o in un altro reparto».

Per i degenti sulle barelle il ricovero è un doppio calvario: dolore, preoccupazione e niente privacy o serenità. Per i sindacati la situazione è molto grave: «Purtroppo queste condizioni stanno diventando una costante, ed espongono i pazienti a rischi seri», commenta Gianmario Sardu della Cisl FP. «Tenere i ricoverati sulle barelle, e perlopiù nel corridoio, aumenta il rischio di cadute per i pazienti, e inoltre nei reparti vengono così disattese le norme di sicurezza antincendio prescritte dai vigili del fuoco», continua Sardu. «Sono inevitabilmente disattese anche le circolari della direzione riguardo all’utilizzo di barelle e di letti aggiuntivi». Pur di una sistemazione ai ricoverati, si utilizza tutto ciò che è disponibile in reparto, anche vecchi letti e vecchie barelle che non sono più conformi alle misure di sicurezza: barelle e letti senza sponde, o rappezzate al meglio con scotch e corde.

Il commissario della Asl di Sassari, Agostino Sussarellu, tiene la calma e spegne ogni allarmismo: «È tutto sotto controllo. Ho dato disposizioni stamattina ai direttori dei reparti e del pronto soccorso per risolvere la situazione. Bisogna valutare bene i ricoverati e stabilire quali possono essere dimessi».

In pratica, il problema non sembrerebbe essere la mancanza di posti letto, in un reparto che segna oltre 2500 ricoveri l’anno, ma i troppi pazienti che vengono ricoverati.

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