Università, la rivolta dei docenti precari: «Esclusi dai bandi»
SASSARI. I ricercatori a tempo determinato, i dottori di ricerca, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca hanno un peso specifico tra le attività dell'università di Sassari, non solo di ricerca, ma...
SASSARI. I ricercatori a tempo determinato, i dottori di ricerca, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca hanno un peso specifico tra le attività dell'università di Sassari, non solo di ricerca, ma anche di didattica. Nonostante ciò, è ormai prassi consolidata che queste file di “precari” attendano che il loro profilo sia inserito nei progetti presentati dal personale “strutturato” se vogliono portare avanti le loro ricerche o veder finanziate le loro idee. «Questo può spiegare il perché siano esclusi dal bando uniss-fondazione Banco di Sardegna (fondi per oltre 1 milione) – spiega una nota dell’Adi, – associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani –. Il 20 ottobre scorso la sede di Sassari dell'Adi , ha presentato al rettore e all'ufficio ricerca una nota con relativa richiesta di modifica del bando attualmente aperto (scadenza 16 novembre). La nota, interlocutoria, poneva in evidenza uno dei punti più critici del bando: l'articolo 3 riguardante i soggetti ammissibili a concorrere con idee progettuali. Pur citando categorie di ricercatori a termine tali categorie di ricercatori, secondo il Bando, dovrebbero infatti avere davanti a se una durata contrattuale superiore alla durata del progetto da presentarsi (minimo un anno)».
«Dati Cineca alla mano – prosegue la nota – al 15 ottobre, solo 10 assegnisti sassaresi sui 163 a contratto (alla data odierna ridottisi a 128 a causa della scadenza contratti), potrebbero potenzialmente accedere alla selezione. Tuttavia, il numero verrebbe annullato dall’incompatibilità di ruoli sancito dai regolamenti di Ateneo, oltre che da criteri che avvantaggiano il personale strutturato quali ricercatori a tempo indeterminato e docenti». «Ad oggi, l'Adi – chiude la notta –non ha avuto risposta alla richiesta di confronto, solamente l’Ufficio Ricerca ha ricevuto una delegazione di ADI Sassari per ascoltare le motivazioni e le valutazioni esposte in nota in merito a tali principi di inammissibilità del Bando. L'Adi non si accontenta più di non risposte.Chiede un confronto con gli Organi di Ateneo e una convocazione in quanto voce di 80 dottorandi, dottori e assegnisti di ricerca che lavorano o hanno appena concluso il proprio rapporto di lavoro con l'Ateneo».
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