Cinquecento stomizzati in attesa dei presìdi
Preoccupazione e disagi tra i pazienti sassaresi per i ritardi da parte della Regione nelle forniture
SASSARI. Si respira un clima di viva preoccupazione fra i pazienti stomizzati del Sassarese a causa del ritardo legato alla chiusura delle procedure relative alla fornitura dei presidi medici. Una situazione di disagio che rende ancora più difficile la loro condizione già abbastanza complicata. Di questo delicato problema si è fatto portavoce e interprete Gianluca Pittalis, presidente dell’associazione Isolav, sigla che sta per “Incontinenti, stomizzati, operatori, libera associazione vulnologia”, un sodalizio affiliato Acli che rappresenta una cinquantina di pazienti legati a questa difficile esperienza. La stomia è un’apertura addominale praticata chirurgicamente che consente al paziente di eliminare feci e urine dentro una bustina applicata all'esterno. Una soluzione con cui la medicina fa fronte alle conseguenze di malattie gravi o eventi traumatici che compromettono il regolare funzionamento dell’intestino o dell’uretere. Proprio la fornitura di queste bustine alle rivendite specializzate, da parte della Regione, è al centro di una richiesta di chiarimenti che i rappresentanti dell’associazione hanno rivolto le scorse settimane all’assessorato regionale alla Sanità.
Secondo i rappresentanti dell’Isolav, infatti, la gara d’appalto relativa alla fornitura dei presidi sarebbe stata chiusa già lo scorso ottobre, ma a oggi non si conoscerebbero ancora i nuovi criteri relativi alla distribuzione. «La materia _ spiega Pittalis _ è regolata da una vecchia legge del ’92, ma nel frattempo sono cambiate diverse cose compresi i prezzi dei presidi infatti la nuova gara dovrebbe dare indicazioni che riguardano almeno cinquecento pazienti del Sassarese, ma a oggi, malgrado le richieste, non abbiamo ancora avuto chiarimenti».
I pazienti stomizzati, dunque, chiedono non soltanto di poter scegliere liberamente il presidio più adatto al loro caso, ma soprattutto di scongiurare il rischio di pagarlo di tasca. «Dopo l’intervento chirurgico _ prosegue il presidente dell’associazione Isolav _ il paziente è seguito da uno stomaterapista che lo aiuta a scegliere il dispositivo più adatto al proprio caso, questa è una fase in cui occorrono criteri definiti che facilitino il lavoro di chi li assiste e garantiscano la libera scelta del paziente».
In attesa di risposte, i rappresentanti dell’Isolav, nei giorni scorsi, hanno diffuso un comunicato stampa per sollevare un problema delicato che - da una stima approssimativa fatta dall'associazione - riguarda non meno di tremila pazienti in tutta la Sardegna. «Sarebbe auspicabile _ ha concluso Pittalis _ poter garantire non soltanto la libera scelta del paziente e la totale gratuità del presidio, ma anche la presenza di un tecnico specializzato nelle commissioni in cui vengono tracciati i piani terapeutici».
Per informazioni è possibile contattare l’associazione Isolav al numero 338-1189125 il venerdì dalle 15 alle 17.
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