Ossi, la bacheca del Pd scatena una guerra politica
Sarebbe un “abuso” la teca sulla facciata della sede del partito poi rimossa Il vice sindaco l’ha segnalato a Procura e uffici regionali. Insorge l’opposizione
OSSI. Violate le norme edilizie del Centro storico. A farlo niente meno che il Pd. Pietra dello scandalo: una bacheca appesa sulla facciata della sezione in via Sassari. Per questo presunto “abuso” sarebbero stati trasmessi gli atti alla Procura della Repubblica, all’assessorato regionale dell’Urbanistica, al Servizio di tutela paesaggistica e alla Soprintendenza dei beni archeologici di Sassari. La notizia, anticipata dal giornale online Ossi Notizie, è piombata nell’ultimo consiglio comunale in apertura di seduta con una dichiarazione del capogruppo di Insieme per Ossi, richiesta prima accolta e poi contestata dal presidente del consiglio, il sindaco Serra.
La storia: nel 2012 la sezione Pd “Giuseppe Garibaldi” avrebbe presentato all’Ufficio tecnico comunale una richiesta di autorizzazione edilizia per l’installazione di una bacheca sulla facciata della propria sede. Successivamente sarebbe stata richiesta una documentazione integrativa, trovandosi l’edificio all’interno del centro storico e dovendo per questo disporre della relativa autorizzazione paesaggistica. Ma la sezione del Pd non avrebbe mai adempiuto alla necessaria integrazione documentale su una richiesta, come ha riferito Maria Laura Cossu nella dichiarazione fatta a nome del gruppo, «di poter installare, senza nessuna alterazione dell’edificio nella facciata della sede, una bacheca informativa». La consigliera Cossu punta l’indice sul vicesindaco Nando Canu che, ha affermato, «ha segnalato il presunto abuso edilizio, una bacheca dello spessore di 8 centimetri, appesa esternamente nella sede di un partito politico».
I consiglieri Cossu, Canu e Sanna si chiedono se il vice sindaco (che è anche assessore all’Urbanistica) abbia «svolto un’attività capillare di controllo su tutto il centro storico», oppure abbia «visto solo la bacheca del Pd su 1.400 edifici ricadenti sul centro di prima e antica formazione». Ribadiscono di ritenere «che quella bacheca, essendo semplicemente appesa senza nessuna modifica all’edificio, non rappresentava in alcun modo un’alterazione che potesse essere soggetta a tutela, visto che, in via prudenziale, in cinque minuti è stata rimossa svitando quattro tasselli». Ma l’aspetto che maggiormente lascia perplessi i responsabili del Pd è il fatto che si sia proceduto a informare gli enti competenti «senza che i diretti interessati ne sapessero nullaa. Si tratta di una scelta intenzionale e consapevole di colpire una forza politica», ha dichiarato Cossu. Con una conseguenza: che «i rapporti tra maggioranza e opposizione non potranno più rimanere gli stessi». «Si sta rispondendo con attacchi mirati – aggiunge – a chi avanza critiche politiche». La conclusione ha il sapore di un severo avvertimento: “Quello che è accaduto è molto grave –scandisce il capogruppo Cossu – state usando il vostro ruolo pubblico e gli uffici comunali per colpire gli avversari politici; il legale rappresentante del Pd si assumerà tutte le eventuali responsabilità, voi vi assumerete le conseguenze politiche di questa azione». Tra le contestazioni avanzate dal sindaco Serra e il vicesindaco Canu i tre quindi abbandonano l’aula. Nei prossimi giorni, «dopo aver valutato con attenzione tutti i profili di tipo politico, amministrativo e penale della vicenda e una volta acquisita contezza precisa di tutto», ritorneranno in aula. La seduta, che non è ancora iniziata, è sospesa per alcuni minuti. Ma poi i lavori sono proseguiti con, ironia della sorte, due interrogazioni di quel gruppo. Assenti loro se ne è fatta carico la maggioranza: il sindaco Serra ha letto le interrogazioni e il vicesindaco Canu ha dato le risposte. Ma a chi, se gli interlocutori erano assenti?
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