Truffa all’assicurazione, undici indagati
Vertici e dipendenti dell’istituto di vigilanza Vigilpol avrebbero simulato infortuni sul lavoro per ottenere i risarcimenti
SASSARI. Simulavano incidenti sul lavoro e li documentavano con certificati sanitari, fisioterapici e fiscali. Naturalmente si trattava di documenti falsi nei quali venivano aggiunti dati anagrafici e prognosi che facevano riferimento a infortuni che in realtà non c’erano mai stati. Le persone in questione stavano benissimo e, nel frattempo, incassavano soldi. Si stimano risarcimenti – non dovuti chiaramente – superiori ai duecentomila euro. Per il momento.
Dopo mesi di lavoro, gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Sassari, nell’ambito di una attività finalizzata alla tutela dei mercati finanziari, hanno chiuso un’indagine di polizia giudiziaria particolarmente complessa e articolata contro le truffe ai danni delle compagnie assicurative. L’inchiesta ha coinvolto i vertici societari dell’istituto di vigilanza privata di Sassari Vigilpol in concorso con otto dipendenti e con la complicità di un sub-agente di una nota società assicurativa. Undici in tutto gli indagati finiti nel fascicolo della Procura di Sassari per truffa.
Stando alle indagini delle fiamme gialle, presidente, vicepresidente e otto dipendenti dell’istituto di vigilanza avrebbero escogitato un sistema per truffare una compagnia assicurativa. Per un po’ di tempo il gioco avrebbe funzionato. Gli indagati avrebbero cioè simulato infortuni, incidenti durante gli orari di lavoro per poi “presentare il conto” all’assicurazione. La compagnia sborsava quanto dovuto e finiva lì.
Una fase dell’inchiesta, a un certo punto, ha interessato anche ortopedici e centri di fisioterapia della provincia di Sassari. Il sospetto era che la truffa venisse messa in atto con la complicità di qualche medico che si prestava a fornire false certificazioni. Ma dopo un’approfondita attività investigativa è risultato che queste persone sulle quali per un attimo la Procura aveva concentrato l’attenzione, erano – e sono – del tutto estranee.
«Gli accertamenti – hanno spiegato gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Finanza – sono tuttora in corso e potranno avere ulteriori sviluppi. La quantificazione totale dei risarcimenti indebiti, allo stato attuale delle indagini, supera i duecentomila euro», ma la cifra potrebbe essere pure più alta. «E poi dobbiamo anche accertare eventuali casi analoghi».
Questo significa che l’ipotesi di truffa contestata agli undici indagati potrebbe non essere un caso isolato. Da tempo infatti il nucleo di polizia tributaria ha intensificato i controlli in questi settori, la tutela dei mercati finanziari è infatti un obiettivo importante nell’attività delle fiamme gialle. Non è quindi escluso che possano esserci altre novità in questa inchiesta che era partita alla fine dello scorso anno. Dodici mesi intensi di verifiche e riscontri che si sono conclusi qualche giorno fa con il sequestro preventivo e la confisca di somme di denaro sui conti correnti degli indagati.
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