La legge non impone ai genitori di creare un patrimonio per i figli
Gentili notai, mio padre non vuole sentire ragioni: ha annunciato che intende fermamente diseredarmi. Non so perché, ma da qualche anno i nostri rapporti sono diventati pessimi. Ora ho paura che per...
Gentili notai, mio padre non vuole sentire ragioni: ha annunciato che intende fermamente diseredarmi. Non so perché, ma da qualche anno i nostri rapporti sono diventati pessimi. Ora ho paura che per non lasciarmi nulla venda tutto, è capace di farlo. C’è un sistema per tutelarmi, visto che stiamo parlando di un patrimonio ingente?
La legge italiana quando riserva a determinati soggetti una quota di eredità (la c.d. legittima) presuppone che al momento del decesso di una persona vi sia una eredità. Non esiste al contrario alcuna norma che obblighi i genitori (né nessun altro) a creare una ricchezza da tramandare ai figli né, tanto meno, a conservare per i figli ciò che i genitori hanno a loro volta ricevuto o creato in vita; sui genitori grava sicuramente l’obbligo di fornire ai figli mantenimento, istruzione, eventuale avviamento al lavoro ecc., ma non quello di creare per loro un patrimonio. Ne consegue che finché suo padre è vivo (e capace di intendere e volere) potrà vendere i propri beni, anche giungendo a “consumare” in vita tutto il suo patrimonio, così da non lasciare nulla ai propri discendenti. Al momento del decesso di suo padre, lei potrà unicamente valutare se gli atti di disposizione da questi compiuti in vita possono essere considerati lesivi della quota di legittima a lei spettante e – se ricorreranno i presupposti – agire con l’azione di riduzione.(Ufficio studi Consiglio notarile)
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