Il Comune esclude le coop sociali
La protesta riguarda i lavori di ristrutturazione delle scuole: «Anche noi paghiamo tasse e contributi»
PORTO TORRES. Le cooperative sociali di Porto Torres rivendicano il diritto alla partecipazione delle gare d'appalto bandite dal Comune – i lavori per la ristrutturazione delle scuole - per le quali affermano di «non essere state invitate pur disponendo di tutte le professionalità del caso». Sono circa una decina le cooperative che si costituite in comitato negli ultimi due anni, in considerazione del gravissimo momento socio-economico che la città sta attraversando e anche per fare fronte comune alle enormi difficoltà di carattere lavorativo e occupazionale che esistono all’interno della comunità turritana. «Comprendiamo perfettamente che i tempi sono duri per tutti – dicono i presidenti delle cooperative –, e non è assolutamente nostra intenzione scatenare una guerra tra poveri, ma teniamo a sottolineare il fatto che anche noi, al pari delle ditte artigiane locali, paghiamo ogni mese tutti gli oneri, comprese tasse, contributi Inps, Inail, cassa edile e altri tributi». Non ritengono congruo rispetto alle loro esigenze quanto fatto dall’amministrazione comunale nell’invito alla gare d’appalto sulla manutenzione e ristrutturazione delle scuole cittadine - lo hanno ribadito durante l’incontro con l’assessore ai Lavori pubblici Marcello Zirulia e il geometra responsabile del procedimento - e non lo vogliono nascondere per fare in modo che certi atteggiamenti amministrativi non si verifichino più. «Per questo rispediamo al mittente tutte quelle insinuazioni secondo le quali, attraverso la nostra partecipazione alle gare rappresentiamo una minaccia alla leale concorrenza tra le imprese turritane: bisogna infatti tenere conto, cosa non trascurabile, che le nostre cooperative svolgono una importantissima funzione sociale dando una possibilità di lavoro a tante persone svantaggiate che, altrimenti, difficilmente troverebbero un'occupazione». L’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione non ha minimamente soddisfatto le loro aspettative di confronto in quanto non chiedevano che venissero dati loro lavori in affidamento diretto solo perché hanno una particolare ragione sociale: «Chiedevamo di essere messi alla pari, dandoci almeno la possibilità di gareggiare, cosa fin’ora impossibile in quanto non siamo stati nemmeno invitati dal Comune a presentare la nostra offerta: in ballo ci sono un centinaio di posti di lavoro, giovani e non, donne, mamme e soggetti svantaggiati che per la natura delle cooperative sociali rappresentano una parte importantissima della forza lavoro». Dopo la tempesta, comunque, le cooperative vogliono la quiete, auspicando si possa aprire un reale confronto con l’amministrazione al fine di rendere poter partecipare alle gare per i lavori pubblici, sia ora che si presentano importanti occasioni di ristrutturazioni delle scuole, sia in futuro. «Chiediamo che la fiducia che la città ha riposto in questa amministrazione possa sortire equa e trasparente gestione dei lavori, altrimenti saremo costretti ad un ridimensionamento della forza lavoro impiegata, cosa che vogliamo assolutamente evitare».
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