«Sarto per signora», la farsa di Feydeau che diverte tutti
SASSARI. Fine settimana all'insegna del buonumore al Palazzo di città con la Compagnia Teatro Sassari che presenta - nell'ambito della rassegna Autunno a Teatro, domani e sabato alle 21 - la farsa...
SASSARI. Fine settimana all'insegna del buonumore al Palazzo di città con la Compagnia Teatro Sassari che presenta - nell'ambito della rassegna Autunno a Teatro, domani e sabato alle 21 - la farsa in tre atti, in una versione bilingue di sassarese e italiano, "Sarto per Signora" di Georges Feydeau , per la regia di Alfredo Ruscitto. La piece fu accolta al suo debutto avvenuto nel 1887, da un grande consenso di critica e di pubblico, contribuendo in modo determinante al rilancio del vaudeville. Da allora questa divertente farsa non ha smesso di divertire il pubblico di tutto il mondo, grazie a un meccanismo comico perfetto: un congegno ad orologeria che strappa risate a getto continuo. Tutta la vicenda gravita intorno al dottor Moulinaux, che nella versione della Compagnia si chiama Sarais, il quale per coprire un tentativo di scappatella extra-coniugale, inventa bugie inverosimili. Alla fine, invischiato nelle sue stesse finzioni, si trova nell'ingarbugliata situazione di farsi passare come sarto per signora. Attorno a lui agiscono la moglie Giovanna, ingenua e fragile; la pedante e scorbutica suocera signora Cartamantiglia; il compassato domestico Stefano; l'irresistibile sua potenziale amante Susanna, sposata con il giudice Caracciolo che è a sua volta amante della Signora Bassu, che si fa passare per un'aristocratica sassarese dall'altisonante nome di Fontechiaro Guidobaldi. In realtà è di estrazione modesta e in gioventù era stata l'amante del dottor Sarais e infine il Signor Bassu, ficcanaso e rompiscatole dall'umanità fanciullesca, sfortunato marito tradito e abbandonato. Le vicissitudini dei personaggi sembrano scaturire dal caso come un gioco del destino. In realtà Feydeau li obbliga, con micidiale precisione, ad una travolgente ed esilarante danza degli equivoci sempre più complessa ed intricata. Egli agisce come un burattinaio che a freddo inventa situazioni in cui con una precisione straordinaria i personaggi diventano dei puri meccanismi teatrali, rendendo il suo teatro sempre attuale e comico . La sua critica era rivolta soprattutto alla borghesia agiata, cinica, disincantata e bigotta della Belle Epoque. Ma quella attuale non è così dissimile.
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