La Nuova Sardegna

Sassari

L’albero della pace e dell’integrazione

di Vincenzo Garofalo
L’albero della pace e dell’integrazione

Il vescovo e l’imam di Sassari all’incontro alla Media “Tola” Salaheddine: «L’Islam è convivenza civile e rispetto»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Una stretta di mano e tanti sorrisi per osannare la pace e l’integrazione fra popoli, culture, religioni. Ci sono voluti la parola pace e il centenario della Grande Guerra per aprire le porte di una scuola al vescovo e all’imam di Sassari: ieri padre Paolo Atzei e Adbellaoui Salaheddine, invitati ufficialmente, hanno partecipato alla manifestazione “Cento anni dalla Grande Guerra”, organizzata dalla scuola media Pasquale Tola per accendere nel cortile dell’istituto di via Monte Grappa l’albero della pace.

Un albero illuminato con i pensieri di pace degli alunni e degli insegnanti delle classi terza H, terza I e terza M, sotto gli sguardi e i sorrisi cordiali di ospiti d’eccezione. Come il vescovo e l’imam che in nome della pace e dell’integrazione sono rimasti seduti fianco a fianco ad assistere alla manifestazione. Con loro, oltre alla preside della scuola media, Maria Anna Galisai, il presidente del Lions Club Monte Oro, Gavino Terrosu, la dirigente scolastica Maria Grazia Falchi, il colonnello Marco Mele, portavoce della Brigata Sassari. «La nostra scuola con questa iniziativa non vuole celebrare la guerra ma ricordare gli uomini che si sono sacrificati nel corso di quella guerra». Per questo la scelta di installare nel cortile di una scuola con i muri un bel po’ sgarrupati un albero della pace. Un albero di Natale piuttosto spoglio, su cui gli studenti hanno appeso i foglietti con i loro messaggi di pace, letti prima al microfono, e cominciati con un semplice e benaugurante: «la pace inizia con un sorriso». Un sorriso come quello che si legge sul volto emozionato ed entusiasta dell’imam Adbellaoui Salaheddine, che col suo intervento irradia serenità: «Mio figlio ha studiato in questa scuola, e come immigrato musulmano non posso che essere felice di partecipare a un’iniziativa come questa. E dire a tutti voi che l’Islam, il vero Islam, è pace. Non è guerra e uccisioni: è clemenza, misericordia, convivenza civile e rispetto», spiega, citando un versetto del Corano: «Chi uccide un uomo è come se avesse ucciso tutta l’umanità; chi salva una vita, è come se avesse salvato tutta l’umanità».

Anche l’arcivescovo Atzei, parla di pace, portando a esempio le gesta di San Francesco e il suo modo di rapportarsi, rispettosamente, con le altre religioni. Non prima, però, di fare un accenno alle polemiche che nei giorni scorsi lo hanno portato alla ribalta nazionale per essere stato tenuto fuori dalla scuola di San Donato. Un gran rifiuto che il monsignore, seppure cristianamente, sembra non avere digerito: «Sono diventato famoso in tutta Italia, mio malgrado. Ma voglio precisare che un vescovo che entra in una scuola non vuole sostituirsi alla scuola, ma semplicemente vuole portare un messaggio cristiano nel rispetto di ciò che si fa in quell’istituto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative