La Nuova Sardegna

Sassari

Sparò al rivale dopo la lite, condannato a sette anni

di Nadia Cossu
Sparò al rivale dopo la lite, condannato a sette anni

Ruggero Carta, 53 anni, era accusato del tentato omicidio di un 27enne L’episodio, che risale allo scorso gennaio, era accaduto in via Madrid

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Si è concluso ieri pomeriggio con la condanna a sette anni e 4 mesi il processo con rito abbreviato contro l’imputato Ruggero Carta, accusato del tentato omicidio di Salvatore Camboni. Una pena superiore a quella sollecitata dal pubblico ministero: al termine della discussione davanti al giudice Giuseppe Grotteria, il sostituto procuratore Maria Paola Asara aveva infatti chiesto una condanna a sei anni di reclusione per Carta, sassarese di 53 anni, arrestato lo scorso gennaio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sassari per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di pistola.

L’uomo (difeso dall’avvocato Marco Palmieri) era accusato di aver sparato due colpi contro Salvatore Camboni, 27 anni, sassarese anche lui (assistito dall’avvocato Paolo Spano), dopo una lite in via Madrid. In realtà in un primo momento ad avere la peggio era stato proprio Carta perché il rivale era fisicamente più grosso di lui. Ma al termine dello scontro era andato a casa, così come avevano ricostruito i carabinieri nei giorni immediatamente successivi, per prendere una pistola che deteneva illegalmente e tornare in via Madrid dove – alla presenza di alcuni testimoni che furono determinanti per le indagini – Ruggero Carta aveva prima affiancato Salvatore Camboni e dopo aveva esploso contro di lui due colpi da distanza ravvicinata, uno dei quali aveva raggiunto il giovane al fianco. Il 27enne si era quindi allontanato a bordo della propria auto.

Nelle fasi iniziali delle indagini, i carabinieri avevano avuto non poche difficoltà a ricostruire con precisione quello che era accaduto la notte tra sabato 17 e domenica 18 gennaio: il ferito, infatti, non presentava apparenti lesioni, non perdeva sangue e il malessere era stato valutato come conseguenza dello stato di ubriachezza. Senza considerare che le persone presenti, come confermato dagli inquirenti, avevano cercato di depistare le indagini sostenendo che i rumori sentiti da alcuni testimoni erano stati causati da petardi e non da una pistola. Ma col passare del tempo, vista la gravità delle condizioni di Camboni (una volta arrivato in ospedale era emersa la ferita d’arma da fuoco) gli amici avevano deciso di collaborare.

I carabinieri, grazie alle testimonianze raccolte, erano quindi risaliti alla persona con la quale era stato visto Camboni poco prima della lite: Carta appunto. Ieri il giudice, accogliendo la tesi dell’accusa e dell’avvocato Paolo Spano, ha condannato Carta a una pena superiore di un anno e 4 mesi rispetto a quella chiesta dal pm. Oltre al pagamento di una provvisionale di 10mila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative