I Riformatori: idea sbagliata che manda in tilt la viabilità
SASSARI. «Forse l’Amministrazione Comunale ha voluto far proprio l’aforisma di Einstein: "La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti". Ed ecco che allora si va giù...
SASSARI. «Forse l’Amministrazione Comunale ha voluto far proprio l’aforisma di Einstein: "La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti". Ed ecco che allora si va giù duro con un progetto che realizza un circuito di ben 8 chilometri ciclabili».
Così il coordinatore provinciale dei Riformatori Michele Solinas e il suo vice Vincenzo Corrias, che attaccano: «Certo – sottolineano – l’iniziativa in sé sarebbe pregevole, se non avesse una estensione e dislocazione alquanto impattante sull’asse viario cittadino e su un traffico problematico. Già, perché in questa nostra Città chi usa l’auto deve fare i conti con le strade strette, con un gran numero di incroci, con flussi veicolari pubblici ingombranti. E poi i grandi mezzi di nettezza urbana in attività anche negli orari sensibili. E il grande "incompreso", Sirio, serpentello con aspirazione metropolitana in una Città che per volontà regionale non sarà mai tale».
«Sembra che a Palazzo Ducale si ragioni in termini di impiego di risorse disponibili – continuano Solinas e Corrias – a prescindere che l’investimento possa o non possa avere una valenza positiva. O almeno una ricaduta sull’economia cittadina, visto che sono sistematicamente aziende non sarde ad aggiudicarsi i lavori. Ci sono poi i dubbi su un’opera che mortifica ulteriormente la viabilità di viale Italia. Si preferisce rifuggire dall’idea di un ripristino del doppio senso e realizzare, invece, una ulteriore riduzione della carreggiata sottovalutando la presenza di numerosi passi carrai ed ignorando la necessità di aree di fermata per il carico e scarico merci. C’è da chiedersi se era proprio necessario inserire viale Italia in questo già lungo percorso ciclabile, ma soprattutto c’è da chiedersi come sia possibile non ascoltare le ragioni di chi si affaccia sulla strada con le proprie attività già tanto penalizzate da balzelli e congiunture economiche sfavorevoli».
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