Il punteruolo rosso divora la palma storica
MARTIS. Il micidiale punteruolo rosso colpisce ormai anche nei luoghi più remoti e non solo nelle grandi città dove le palme abbondano. A Martis a cadere sotto i voraci denti dell’ormai famigerato...
MARTIS. Il micidiale punteruolo rosso colpisce ormai anche nei luoghi più remoti e non solo nelle grandi città dove le palme abbondano. A Martis a cadere sotto i voraci denti dell’ormai famigerato coleottero originario dell’Asia è ora la storica palma che sorge altissima al centro del paese e che ha una storia davvero singolare. I più anziani raccontano infatti che la bella palma venne piantata esattamente nel 1928 in occasione del conseguimento della laurea in Giurisprudenza di un giovane del luogo, Antonio Puliga, brillante studente destinato ad una bella carriera. Purtroppo però un avverso destino lo portò ad ammalarsi e il giovane scomparve prematuramente qualche anno dopo.
I familiari dedicarono perciò grande attenzione ed un grande affetto a quell’alberello piantato in suo onore che continuava invece a crescere vorticosamente. La palma venne perciò coccolata e preservata anche dai successivi proprietari di quell’area verde che in seguito passò, grazie ad una donazione, alle suore domenicane che nella casa della famiglia Puliga avevano voluto realizzare un orfanotrofio. E crebbe sino a diventare altissima e rigogliosa.
L’ordine religioso in seguito lasciò il paese e lo spazio verde passò al Comune che continuò a salvaguardare quell’antica palma anche quando in quella stessa area venne realizzato un piccolo anfiteatro e uno spazio di verde attrezzato. Una sorta di enorme vaso ha continuato a garantire il nutrimento alla bella palma. Da qualche mese però le foglie hanno cominciato a perdere la loro naturale colorazione e la palma sta visibilmente soffrendo tanto che il suo destino sembra ormai inesorabilmente segnato. Dal 1928 il grande albero ha continuato a vivere in mezzo ai martesi, condividendo con loro, per quasi un secolo, gli avvenimenti, la storia e le trasformazioni che hanno caratterizzato il piccolo centro dell’Anglona.
Ai suoi piedi hanno giocato diverse generazioni di martesi e le sue fronde robuste e sicure hanno ospitato un’infinità di nidi di uccelli. Qualcuno ha scritto che anche gli alberi hanno un cuore e per ognuno di essi che muore una stella si spegne nel firmamento.
Mauro Tedde
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google