Buddi Buddi: cantiere lento, buio e pieno di trappole
Sassari, i restringimenti di carreggiata non vengono adeguatamente segnalati e gli automobilisti sono costretti a frenare di colpo
SASSARI. La prima granitica certezza dell’anno nuovo è che la Buddi Buddi è ancora lontanissima dal vedere la fine. La seconda è che, da qui a qualche mese, il solito assessore di turno farà il tradizionale proclama: «la Buddi Buddi sarà pronta per l’estate».
Nel frattempo i cantieri procedono a intermittenza e a passo di lumaca, e la scorsa promessa di traguardo a luglio 2015 è già stata archiviata nel cassetto delle buone intenzioni fallite.
Purtroppo l’andamento a singhiozzo dei lotti della Buddi Buddi ha delle pesantissime ripercussioni sul versante della sicurezza. I restringimenti di corsia ottenuti col posizionamento del new-jersey trasformano l’asfalto in un insidioso budello. Soprattutto nelle ore notturne, visto che la strada è totalmente priva di illuminazione e anche le luci lampeggianti che dovrebbero segnalare il cantiere sono spente, il rischio di incidenti è veramente dietro l’angolo.
Un esempio su tutte è l’ultima gincana che il progettista diabolico ha disegnato per testare l’abilità degli automobilisti. Chissà quante volte gli devono essere fischiate le orecchie per i ringraziamenti tributati da conducenti sull’orlodi un’invasione di corsia o peggio ancora di un frontale.
L’insidia, percorrendo la Buddi Buddi da Sorso in direzione Sassari, si trova oltrepassata la seconda rotatoria, nei pressi dell’incrocio con la strada Crabulazzi-zinziodda, poco prima del discesone sul ponte sul Rio Gabaru.
Se si percorre quel tratto con l’oscurità, la serpentina imposta dalla barriera di cemento armato si materializza improvvisamente, e costringe il conducente a una brusca frenata e a una sterzata a destra improvvisa. La manovra diventa ancora più pericolosa se in senso opposto si incrocia un’altra vettura, dal momento che i due musi vanno a sfiorarsi nel bel mezzo della curva stretta. Certo, quel restringimento è preannunciato da un lungo carosello di cartelli che invitano a ridurre la velocità a trenta chilometri orari, ma di notte può anche capitare di non prestare troppa attenzione a segnaletica totalmente priva di illuminazione.
Quindi se il cantiere della Buddi Buddi andrà avanti a ritmo di bradipo, come sta succedendo da dieci anni a questa parte, chissà quanti mesi resterà apparecchiato un simile trappolone. Resta da capire come un responsabile sulla sicurezza possa avere il coraggio di giocare con la statistica, scommettendo sulle vite di chi ogni giorno transita in quel segmento di Buddi Buddi. E abbia l’incoscienza di giocare anche con la propria serenità, dal momento che le responsabilità penali per eventuali incidenti sono piuttosto pesanti.
L’aspetto più disarmante è che l’intera quattro corsie in costruzione è un cantiere dove la sicurezza è un optional. Dove i pericoli di notte non vengono segnalati, dove le rotatorie sono buie, e hanno già presentato il conto sotto forma di lutti. Un motociclista ha preso in pieno il cordolo della rotatoria all’altezza di Costa Paloni, è stato catapultato in mezzo alla rotonda morendo sul colpo. Poco prima della rotatoria, sull’asfalto c’era un enorme avvallamento (poi coperto e smussato due giorni dopo l’incidente mortale), e non è detto che quell’insidia non abbia contribuito alla perdita del controllo del mezzo.
La ditta appaltatrice del tratto provinciale (la Co.Sa.Co.) ha chiesto e ottenuto l’ennesima proroga di novanta giorni sull’ultimazione dei lavori «a causa delle difficoltà economiche». L’opera, doveva essere terminata entro i primi giorni di luglio, ma il direttore dei lavori ha fatto slittare i termini di tre mesi. Solo che questa concessione è scaduta a ottobre, sono trascorsi altre due mesi e la quattro corsie è ancora decisamente in alto mare. Il segmento sopra il Rio Gabaru, che non è certo una passeggiata, non è nemmeno stato abbozzato.
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