La Nuova Sardegna

Sassari

Forno crematorio, un altro mese di stop

di Giovanni Bua
Forno crematorio, un altro mese di stop

Il pezzo rotto verrà costruito su misura da una ditta di Genova, in attesa viaggi “di gruppo” delle salme per risparmiare

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SASSARI. Una riunione il prossimo giovedì di tutte le agenzie funebri cittadine. Per cercare di mettere in piedi un sistema di trasporto condiviso che abbatta i salatissimi costi delle trasferte oltremare. E, in contemporanea, l’attivazione di una o più convenzioni con impianti del Continente, disposti a quanto pare ad applicare robusti sconti (si parla del 20 per cento) per le salme in arrivo da Sassari. Il tutto aspettando il famigerato pezzo di ricambio, del costo finale di 80mial euro, che una ditta specializzata nel Genovese sta letteralmente creando dall’acciaio, visto che non esiste più in commercio, e che dovrebbe essere pronto per la prima metà di febbraio.

È davvero un fine anno non facile quello che stanno passando i servizi cimiteriali cittadini. Che, dopo il blocco delle tumulazioni di ottobre, legato agli annosi problemi dei lavori di ampliamento del cimitero, hanno dovuto fare i conti con l’improvviso quanto grave guasto al forno crematorio cittadino, fermo da fine ottobre.

A causare lo stop la rottura di un importante pezzo, che è risultato irreperibile in commercio, visto che il macchinario in funzione a Sassari, di fabbricazione tedesca, è ormai fuori produzione da anni. U problema non da poco, che ha richiesto l’avvio di una complessa e costosa procedura, arrivata la traguardo alla fine di dicembre, con l’amministrazione che ha messo in bilancio gli 80mila euro necessari per la riparazione, e ha dato il vial libera al successivo acquisto dell’acciaio, ora arrivato nelle mani della ditta genovese che si occupa di realizzare ex novo il prezioso pezzo di ricambio.

«Ci hanno assicurato – sottolinea l’assessore competente, Ottavio Sanna – che entro la prima settima di febbraio sarà a disposizione. E quindi contiamo di riavviare l’impianto entro la prima metà del mese».

Un altro mese di passione insomma per le sempre più numerose famiglie del Sassarese che scelgono di cremare le salme dei cari estinti, con un incremento record di richieste che è arrivato in città a sfiorare il 60 per cento. Famiglie che ora sono costrette a portare i loro cari oltre Tirreno, visto che l’unico forno attivo nell’Siola, a Cagliari, ha liste d’attesa di oltre due mesi, con un aggravio di costi che può arrivare a 1000 euro.

«Il disagio – sottolinea Sanna – finirà presto. Ma per attenuarlo in questo ultimo mese stiamo mettendo in campo vari progetti. Il primo spero prenda forma giovedì, con l’incontro con tutte le agenzie funebri. L’idea è di organizzare trasporti, magari settimanali, condivisi. In modo da dividere i costi, che le agenzie si impegnano a tenere bassi. Poi cercheremo di dare corso a una convenzione con una o più strutture. E in questo ci aiuterà l’Altair, responsabile del forno crematorio di Sassari e Cagliari, oltre che di quello di altre 15 città in tutta Italia. Speriamo di riuscire a spuntare uno sconto importante, fino al 20 per cento. Infine rimaniamo in attesa dell’apertura del forno crematorio di Olbia, già completato ma a cui mancano alcuni passaggi burocratici. Se avverrà a breve sicuramente attiveremo una convenzione anche con loro».

Il tutto in attesa di rimettere in moto il forno crematorio cittadino, nella speranza che, vista l’impossibilità a reperire pezzi di ricambio, non si rompa nient’altro.

«Stiamo chiaramente lavorando – chiude Ottavio Sanna – all’ipotesi di acquistare un nuovo forno crematorio, più efficiente sotto molti punti di vista, e chiaramente più “sicuro”. Si tratta di macchinari che arrivano a costare 7-800mila euro, quindi è una scelta da ponderare con cura e magari da agganciare alla gestione dei servizi cimiteriali. Stiamo valutando tutte le opzioni in campo, e sicuramente muoveremo importanti passi entro la prima metà dell’anno».

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