La Nuova Sardegna

Sassari

Medico aggredito all’interno del reparto

di Luca Fiori
 Medico aggredito all’interno del reparto

Un disoccupato di 51 anni sorpreso a rubare in un ambulatorio si è scagliato contro un dottore e poi è stato arrestato

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SASSARI. Ha approfittato dell’orario delle visite per infilarsi in un ambulatorio del reparto di Andrologia dell’azienda ospedaliero universitaria di San Pietro e quando è stato scoperto e si è visto in trappola si è scagliato contro medici e infermieri che cercavano di bloccarlo in attesa dell’arrivo della polizia. Un medico di 50 anni, finito per terra nella colluttazione, ha riportato qualche contusione e un grosso spavento: al pronto soccorso gli sono stati prescritti quindici giorni di cure.

Le manette per R.A., 51 anni di Porto Torres, sono scattate pochi minuti dopo, quando al primo piano delle cliniche universitarie di San Pietro sono arrivati gli agenti della squadra volante.

È stata una mattinata movimentata quella di lunedì nel reparto di Andrologia dell’azienda ospedaliero universitaria. Il tentativo di furto, trasformatosi in una rapina impropria, è stato messo a segno poco dopo le 13. Il cinquantunenne finito in manette ha raggiunto indisturbato il reparto, poi ha iniziato a frugare nei cassetti e nelle tasche di una giacca del medico, che in quel momento stava girando tra le corsie per le visite.

Quando il dottor Andrea Curreli, 50 anni, è rientrato nella sua stanza e si è trovato davanti lo sconosciuto gli ha chiesto chi fosse e cosa stesse cercando. La reazione dell’uomo è stata violenta. Il disoccupato è stato invitato ad attendere l’intervento della polizia per chiarire la sua presenza all’interno dell’ambulatorio. Ma in quel momento ha cominciato ad agitarsi e a spintonare quanti erano presenti. Il dottor Curreli è finito per terra, mentre davanti alla sua stanza - richiamati dalle urla di alcune colleghe - sono accorsi altri medici e degli infermieri. Prima dell’arrivo della volante il disoccupato ha tentato una fuga disperata da una finestra, ma è stato bloccato e poco dopo consegnato alle forze dell’ordine. A quel punto si è arreso e ha ammesso di essersi introdotto all’interno dello stabile per riuscire a recuperare qualche soldo per la “dose” giornaliera di droga. Gli agenti della polizia hanno scoperto che aveva cercato di impossessarsi di un paio di auricolari, con i quali non avrebbe ricavato granchè. Ieri mattina, mentre il giudice del tribunale convalidava il suo fermo e gli applicava la misura degli arresti domiciliari, il reparto era ancora scosso per l’accaduto. Nessuno disposto a parlare ufficialmente, ma a taccuino chiuso medici e infermieri ammettono che la situazione è preoccupante. Cinque anni fa una dottoressa del reparto di Urologia era stata selvaggiamente aggredita durante il tragitto verso il pronto soccorso dove era stata chiamata per una consulenza. Per chi lavora all’interno delle cliniche servirebbe un servizio di sorveglianza più efficace. «La notte abbiamo paura - raccontano a denti stretti - qui è sempre tutto aperto». Per Sabrina Porcheddu della direzione medica di presidio la situazione non è così drammatica.

«Negli ultimi anni - spiega - sono state apportate molte migliorie per quanto riguarda la sicurezza del personale e dei pazienti. Tutti gli ingressi sono controllati 24 ore su 24 da telecamere - aggiunge - e dagli addetti alla vigilanza. Cerchiamo di garantire il servizio migliore con i mezzi a disposizione che abbiamo - conclude - quello che non possiamo fare è controllare ogni persona che entra in ospedale, in modo particolare negli orari delle visite».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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