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Sassari

Porto Torres, in campo senza colori contro l’indifferenza

di Gavino Masia
Porto Torres, in campo senza colori contro l’indifferenza

Grazie alla Figc, al campo Occone, una formazione di migranti ha sfidato una di giovani della Turritana

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PORTO TORRES. Il calcio come lingua universale dei popoli e per favorire l’integrazione sociale e sportiva tra individui provenienti da continenti diversi.

E’ nata con questi presupposti la partita amichevole di calcio disputata ieri mattina al campo Occone di via Petronia tra la squadra Allievi della Sgs Turritana, rinforzata da allenatori e dirigenti della società granata, e una rappresentativa di migranti ospitati nei centri di accoglienza cittadini.

La gara organizzata dall’associazione “Giovani per un mondo unito” e dalla società sportiva giovanile Turritana, con il supporto della Federcalcio provinciale, si è rivelata una vera e propria festa del binomio tra sport e solidarietà che ha coinvolto atleti e pubblico durante e dopo l’incontro amichevole.

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Sulle tribune del mitico campo era seduto lo stato maggiore della Figc provinciale - con in testa il presidente Alberto Coradduzza - ossia il primo organismo sportivo in Italia ad aver creato una squadra di calcio formata completamente da migranti e iscritta al campionato regionale di Seconda categoria.

«La Lega nazionale dilettanti aveva appoggiato in tutto e per tutto questa nuova proposta – ricorda il presidente Coradduzza –, mostrando entusiasmo, così è nata la Pagi che ha nell’organico giocatori tutti provenienti dal continente africano che sono ospitati nelle strutture di accoglienza del territorio».

La Lega nazionale permette alla stessa formazione di giocare senza il transfert degli atleti stranieri (unica eccezione alla regola), e questo tipo di vantaggio potrebbe svilupparsi ulteriormente con la nascita di un campionato amatoriale (idea di Coradduzza) tra i migranti ospitati nei vari ventri di accoglienza della provincia di Sassari.

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«L’evento serviva anche per dare un calcio – dice la responsabile dell’associazione “Giovani per un mondo unito”, che fa parte del movimento dei focolari, Anna Chiara Murgia –, in senso metaforico, all’intolleranza e all’indifferenza attraverso una partita di pallone dove tutti siamo uguali: si tratta di un punto di partenza all’interno di un progetto ben più ampio, che è quello di avviare diverse iniziative con i migranti e supportarli in quelle che sono le loro necessità anche culturali».

Il risultato della partita ha visto vincitori tutti i protagonisti - con abbracci e strette di mano in mezzo al campo -, che si sono ritrovati poi nel terzo tempo con un momento conviviale messo in opera da dirigenti e volontari della Sgs Turritana.

«Questa iniziativa è nata durante l’incontro prenatalizio nella struttura di Li Lioni – dice il responsabile del settore giovanile scolastico e attività di base della Figc provinciale, Alberto Cappai –, dove i ragazzi dell’associazione “Giovani per un mondo unito” hanno portato una merenda preparata da loro per restare in compagnia dei migranti. Chiacchierando, poi, è venuta fuori la volontà di giocare una partita di calcio, e con la collaborazione di tutti siamo riusciti a costruire il primo percorso sportivo di integrazione».

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