Per Antonio tanta paura ma nessuna diagnosi
Parlano i genitori di un ragazzo autistico al centro di un’odissea in ospedale La mamma ha incontrato i vertici Aou che hanno promesso: «Faremo chiarezza»
SASSARI. Momenti di tensione ieri mattina nella sede della direzione generale dell’Aou quando la mamma di un ragazzo autistico si è presentata in via Coppino chiedendo a gran voce di poter parlare con i vertici dell’azienda. Domenica il figlio Antonio, un ragazzo di 17 anni, è stato protagonista suo malgrado di un’odissea sanitaria che si concluderà soltanto stamani quando verrà finalmente preso in carico dal servizio di Neuropsichiatria infantile per un sospetto problema neurologico. In mezzo c’è la grande paura di domenica quando Antonio si è all’improvviso accasciato nella cucina di casa e diversi giorni in cui i genitori non hanno saputo a chi rivolgersi per capire che cosa fosse successo.
«Domenica scorsa ci stavamo mettendo a tavola - racconta Maria Grazia che sulla sua storia con il figlio ha scritto un libro - e all’improvviso Antonio è caduto per terra perdendo i sensi. Abbiamo immediatamente chiamato l’ambulanza e ne sono arrivate prima una con gli infermieri e poi quella medica. Ad Antonio è stata rilevata la pressione e auscultato il cuore. Il medico ha detto che c’era il sospetto si trattasse di un problema neurologico, probabilmente un attacco di epilessia che nei soggetti autistici si può presentare anche nell’età evolutiva. Ha detto quindi che sarebbe stato necessario procedere a un elettroencefalogramma e che comunque era necessario portare mio figlio al pronto soccorso».
Un’operazione non semplice viste le reazioni imprevedibili del ragazzo che nel frattempo aveva ripreso i sensi. Con il consenso dei genitori dunque Antonio, tenuto da sei persone perché aveva paura, è stato sedato, quindi trasportato al Santissima Annunziata. Lì si trattava di decidere velocemente a che tipo di accertamento sottoporre Antonio, prima che la sedazione cessasse i suoi effetti. Ma dalla Neuropsichiatria, reparto dell’azienda ospedaliero universitaria interpellato dal pronto soccorso, l’unico medico di guardia non poteva spostarsi per la consulenza, quindi altro trasporto in ambulanza di Antonio alle cliniche. Nel frattempo non solo il ragazzo si era svegliato ma era agitatissimo per cui ogni ulteriore visita è stata impossibile. I genitori e il loro ragazzo sono tornati a casa senza sapere cosa stesse succedendo al figlio. «In più non siamo più stati contattati dal reparto fino a oggi all’ora di pranzo quando ci hanno dato l’appuntamento per domani».
Ieri pomeriggio i due genitori sono stati ricevuti dal commissario Aou Giuseppe Pintor e dal direttore sanitario Antonella Virdis. I due hanno assicurato che sulla vicenda sarà fatta chiarezza con un’audizione dei medici che domenica hanno visitato Antonio.
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