Ottocento lavoratori a Roma per salvare il petrolchimico di Porto Torres

Una manifestazione dei lavoratori del petrolchimico con l'intervento del vescovo

Martedi 12 gennaio una grande delegazione sarda manifesterà davanti al Ministero per lo Sviluppo economico dove si terrà l'incontro tra i sindacati e i vertici dell'Eni 

SASSARI. Circa 800 lavoratori sardi dell'industria chimica saranno domani 12 gennaio a Roma in occasione del summit al ministero dello Sviluppo economico tra i sindacati e i vertici di Eni. All'appuntamento fissato per le 16 tra il ministro Federica Guidi, l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, i segretari generali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, parteciperà anche una rappresentanza dei lavoratori, mentre gli altri resteranno fuori per far sentire la propria voce.

Dall'isola partiranno i vertici territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl Chimici. Insieme a loro i lavoratori del polo industriale di Porto Torres, coinvolti nel processo di riconversione fondato sul grande investimento di Matrìca e della chimica verde, che ha conosciuto una brusca battuta d'arresto da quando Eni ha intrapreso il processo destinato alla cessione di Versalis a un fondo d'investimento americano. 

«Siamo pronti al confronto con tutte le parti interessate per affrontare i nodi del futuro del gruppo e della chimica italiana e individuare soluzioni condivise, che possano salvaguardare un comparto strategico per la nostra industria, al quale è legato il futuro di migliaia di lavoratori», affermano i rappresentanti territoriali delle sigle sindacali di categoria, ribadendo la posizione già assunta dalle forze sociali a livello nazionale.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl «a fronte della recente decisione di Eni di dismettere gli stabilimenti di Porto Marghera, Ferrara, Mantova, Ravenna, Brindisi, Priolo, Ragusa e Porto Torres» annunciano l'intenzione di «contrastare il piano di Eni che prevede la cessione di quote di maggioranza detenute da Versalis alla SK Capital, un fondo finanziario del tutto inadeguato rispetto agli impegni e agli investimenti già pianificati dalla società sui diversi territori».

L'appello alla mobilitazione da parte dei sindacati ha fatto breccia in tutto il territorio. Della delegazione che domani parteciperà al presidio di fronte alla sede del Mise fanno parte anche numerosi esponenti istituzionali, politici, economici e sociali dell'isola, a iniziare dagli amministratori locali di Sassari, Porto Torres e Alghero.

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