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Sassari

Ladu: «Salviamo il punto nascite»

di Barbara Mastino
Ladu: «Salviamo il punto nascite»

Secondo il sindaco di Ozieri esiste la possibilità di conservare l’importante servizio sanitario

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OZIERI. Continua a far discutere la notizia della chiusura del punto nascite di Ozieri sebbene il servizio sia di fatto già sospeso da più di due anni. Una decisione ministeriale che riguarda le sale parto con meno di 500 nascite all’anno, ma che è possibile ancora scongiurare adeguandosi ai dettami del Ministero che comunque apre alla possibilità di sperimentazione in aree montane di punti nascita inferiori ai 500 parti annui a condizione che vengano mantenuti gli standard di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa.

Non tutto è perduto, quindi, come dice con convinzione il sindaco di Ozieri Leonardo Ladu, secondo il quale in un’ipotesi di creazione di ospedale unico di primo livello Ozieri-Alghero la possibilità di tenere aperto il punto nascite è tutt’altro che remota. Ecco dunque riaffacciarsi quella proposta, controfirmata da 67 sindaci del nord Sardegna, di realizzazione del presidio di primo livello fuori Sassari, che significherebbe il rilancio della sanità ozierese e algherese (insieme con Ittiri e Thiesi) come servizio per le collettività delle zone interne. Lo spirito sotteso alla norma di chiusura dei piccoli punti nascita è la sicurezza, ed è proprio su questa che bisogna lavorare. Ma lavorarci davvero, in sinergia, con «un confronto serio senza logiche localistiche» e senza ostinarsi a difendere l’indifendibile. «L’attività del punto nascita di Ozieri – ricorda il sindaco Ladu – è stata da tempo sospesa: ufficialmente per motivi di sicurezza, in realtà a causa di una politica dell’Azienda sanitaria di Sassari che ha progressivamente smantellato un servizio che fino a qualche anno fa era di eccellenza. Ne abbiamo comunque preso atto – aggiunge –, nella convinzione che chi amministra deve talvolta assumere atti coraggiosi e responsabili. Talvolta, quando è necessario assumere decisioni coraggiose, chi ha la responsabilità tergiversa e allora prevalgono gli interessi forti, soccombono per primi i più deboli i quali sono accusati di assumere posizioni populiste. In realtà sono ingiustificatamente penalizzati e alla fine comunque costretti a soccombere». Emerge quindi non la volontà di difendere, come detto, l’indifendibile, ma di aprire un ragionamento nuovo, rilanciando con forza la proposta di creazione di ospedale unico di primo livello che, dopo un primo “sì” informale dell’assessore alla Sanità Luigi Arru, sembrava nei giorni scorsi definitivamente fallita. E sarà proprio all’interno di quel presidio unico che il punto nascite (che, va ricordato, dovrà essere chiuso anche ad Alghero per lo stesso motivo di Ozieri) potrà sopravvivere, e funzionare secondo parametri «definiti autonomamente dai responsabili del nuovo presidio nell’interesse delle comunità servite». Il Ministero, infatti, ha concesso tre mesi di tempo alle Regioni per presentare proposte alternative e richieste di deroga, che poi dovranno essere valutate dallo stesso dicastero insieme con il Comitato percorso nascita nazionale. Deroghe che, dice con forza Ladu, dovranno essere «coerenti» e non campate in aria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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