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Sassari

Niente filtri per il sangue, trasfusioni razionate

Niente filtri per il sangue, trasfusioni razionate

L’allarme dell’Associazione thalassemici sardi: «Scorte solo per tre giorni» Ridotto il numero di sacche per seduta. Appalti di fornitura non rinnovati

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SASSARI. Al centro trasfusionale mancano gli speciali filtri per lavorare il sangue e da una settimana ai thalassemici e agli altri pazienti politrasfusi vengono razionate le sacche. Con il rischio molto reale che tra qualche giorno la situazione si aggravi. L’allarme arriva da Francesco Secondi, presidente dell’Associazione thalassemici sardi. «Se l’Azienda ospedaliera universitaria – dice –, sotto la cui competenza è passato il reparto dal primo gennaio in seguito all’incorporazione del Santissima Annunziata, non provvederà al più presto a rifornire il centro trasfusionale di quanto gli è necessario, i thalassemici e gli altri malati che ne hanno estrema necessità non potranno sottoporsi alle trasfusioni».

Le avvisaglie che il trattamento periodico a cui tutti i politrasfusi devono ricorrere potesse essere a rischio si sono avute già nei mesi scorsi. Quando non sono state bandite le gare di acquisto per il rifornimento di materiale. I filtri servono per separare i globuli bianchi dai concentrati di globuli rossi. L’introduzione di globuli bianchi è dannosa per i thalassemici, ma anche a organismi defedati come quelli dei pazienti oncologici, provoca disturbi collaterali. Tutte cose note. Il centro trasfusionali utilizza per le donazioni sacche con filtri inseriti che evitano la lavorazione. Ma non è così per le sacche provenienti dal Piemonte, da cui si il reparto si rifornisce per sopperire alla cronica mancanza di sangue. E che rappresentano praticamente un quarto delle scorte.

Ed ecco che con l’inizio dell’anno il bubbone è scoppiato. «Dalla scorsa settimana ai nostri pazienti sono state ridotte le trasfusioni da due sacche a una sacca soltanto a seduta – spiega il presidente dell’associazione –. Siamo molto preoccupati perché ne va della salute dei malati. Una sola sacca non consente di raggiungere il livello di emoglobina necessario per il benessere dei thalassemici. È chiaro che a quanto sta avvenendo deve essere immediatamente risolto. Da quanto mi risulta le scorte basteranno soltanto per i prossimi tre giorni. Dopodichè non sappiamo cosa succederà. E ci chiediamo perché l’Asl, che aveva in carico il centro trasfusionale fino allo scorso mese, non abbia provveduto per tempo all’acquisto del materiale. Le trasfusioni, noi, non possiamo certo interromperle». E pensare che nel 2012 l’Asl era stata nominata capofila regionale per l’appalto di fornitura di materiale ai centri trasfusionali. Bando che, però, non è mai partito. (p.f.)

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