La Nuova Sardegna

Sassari

PROGRESSIONI ECONOMICHE

I sindacati: «L’Asl scontenta tutti»

Nuove Proteste e polemiche, Cisl-Fp e Fsi attaccano il Commissario

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SASSARI. Polemiche e proteste dei sindacati dopo l’attribuzione delle progressioni economiche attribuite con la deliberazione del Commissario straordinario della Asl . Prese di posizione sono arrivate dalla Cisl Funzione pubblica provinciale e dalla segreteria territoriale della Fsi.

«Ci siamo attivati per chiedere un incontro urgente alla Direzione – ha detto Antonio Monni, segreterio della Cisl-Fp – per conoscere pesi e misure che a nostro avviso hanno penalizzato talune strutture e di conseguenza il personale che vi opera, al quale ovviamente non è stata riconosciuta la fascia».

La realtà dei fatti, secondo la Cisl-Fp non sta nell’accordo firmato, sicuramente perfettibile, «ma nelle modalità attuative della norma che disciplina e regola l’attribuzione della fascia economica superiore».

Secondo Monni, gli elementi che hanno penalizzato un certo numero di lavoratori «si riconducono a una serie di fattori, a titolo di esempio ne cito solo due: il primo nelle procedure di valutazione ed assegnazione dei punteggi nella scheda di valutazione individuale, nel merito della quale se andiamo a vedere quanti 30 (punteggio massimo della scheda) sono stati dati, ci accorgiamo che in azienda siamo pressoché tutti allo stesso livello, ma nella realtà dei fatti, e lo vediamo quotidianamente nelle corsie e negli uffici, così non è». Il secondo elemento si riferisce alle valutazioni e punteggi assegnati dall’Oiv (Organismo di valutazione indipendente) alle strutture organizzative: «Restiamo basiti davanti a punteggi dati a strutture e personale sempre in prima linea, alle quali invece andava dato un punteggio più meritevole».

Sullo stesso tema ha preso posizione anche la Fsi con la segretaria territoriale Mariangela Campus: «C'è una confusione incredibile e si continua a mancare di rispetto ai lavoratori che vengono umiliati dalle disposizioni della dirigenza Asl. Urge cambiare passo o attueremo forme di protesta più forti ed incisive», ha detto Campus. Fsi non firmò quell'accordo «perché i criteri non erano aderenti alla realtà in cui versava l'Azienda dato che mancava uno dei parametri fondamentali per un'equa distribuzione delle fasce, ovvero l'anzianità di servizio. Il risultato è stato quello più prevedibile: la penalizzazione dei dipendenti con maggiore anzianità di servizio che operano nei reparti con maggiore carico di lavoro».

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