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Sassari

Uno studio per monitorare le fasi dell’invecchiamento

di Barbara Mastino
Uno studio per monitorare le fasi dell’invecchiamento

Il Comune lavora per inserire il progetto nel Plus del distretto sanitario La crescita dell’età media impone un ripensamento dei sistemi di assistenza

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OZIERI. Si lavora per inserire nel Plus del distretto sanitario un importante progetto di screening sulla popolazione anziana che permetterà di monitorare l’evoluzione delle fasi di invecchiamento.

Un progetto già sperimentato a Ozieri e che potrebbe dare grandi risultati nel resto del territorio del distretto sanitario. Si tratta dei controlli effettuati sui residenti della casa di riposo e della casa protetta effettuati nella Settimana della prevenzione dagli operatori dell’associazione Assomensana, in città dalla psicologa esperta in neuropsicologia clinica Maria Teresa Ghisaura, che grazie a una serie di check up e colloqui hanno consentito di rilevare informazioni sul funzionamento delle principali attività cognitive (memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio), di individuare eventuali casi di decadimento di queste funzioni e indagare eventuali disagi psicologici.

Non una diagnosi, che spetta agli specialisti neurologi, ma una serie di test utili per indirizzare i pazienti a controlli più approfonditi nelle strutture abilitate.

«In un territorio dove la percentuale della popolazione anziana è in crescita – dice l’assessore alla Sanità e Servizi sociali del Comune di Ozieri Gigi Sarobba, che da subito ha dato il suo appoggio al progetto e si sta impegnando con il suo staff per inserirlo nel Plus – questo strumento può essere utile per valutare e prevenire varie patologie degenerative, come le demenze, e quindi migliorare la qualità della vita di questa fascia della popolazione».

La popolazione con età superiore ai 65 anni in città è aumentata dal 2002 al 2015, passando dal 15.3 per cento all’attuale 22.3 per cento, un dato che riflette la situazione esistente in Sardegna come nel resto dell’Italia e dell’Europa e che impone un ripensamento dei sistemi di assistenza.

Dal campione esaminato nella Settimana della prevenzione sono emersi dati sui quali è necessaria una riflessione: il 33 per cento del campione esaminato, infatti, si pone in una fascia di sospetta compromissione delle funzioni cognitive; a questo si aggiunge un 17 per cento di soggetti nei quali è stata evidenziata una compromissione moderata mentre un 6 per cento ha addirittura mostrato delle compromissioni gravi.

È un dato parziale, poiché rilevato negli ospiti della casa di riposo e della casa protetta: per questo motivo estendere lo screening all’intera popolazione, sia di Ozieri sia del resto del distretto, sarebbe utile per avere un quadro completo e indirizzare i soggetti verso gli specialisti.

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