L'omicida di Sassari ha agito di notte e poi ha ripulito tutto
Il nipote della ottanenne uccisa in via Torres ha gettato l'arma del delitto e gli indumenti sporchi di sangue in un cassonetto
SASSARI. Deriso e insultato da quella zia che l’aveva accolto in casa ma che non perdeva occasione per sottolineare la sua condizione di sbandato dalla quale non è mai riuscito a tirarsi fuori. E Tore Usai, alla fine, non ci ha visto più, ha perso il controllo: ha afferrato con una mano il vaso di cristallo con le foglie stilizzate e appuntite e l’ha colpita più volte alla testa finchè non è caduta a terra in un lago di sangue. Poi si è cambiato i vestiti, li ha sistemati in una busta di plastica, si è portato dietro anche il vaso ripulito alla meglio e ha gettato tutto in uno dei cassonetti per la raccolta del vetro. É stato lui stesso - subito dopo avere reso piena confessione del delitto di Bonaria Sanna - ad accompagnare gli investigatori sulla scena del crimine e a fare ritrovare anche il vaso e gli indumenti sporchi di sangue.
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I dettagli dell’omicidio di via Torres sono stati illustrati ieri mattina in una conferenza stampa tenuta dal dirigente della squadra mobile Bibiana Pala, alla presenza del portavoce della questura Paolo Meloni.
L’ora del delitto. L’omicidio è stato commesso intorno all’una di notte di giovedì. Tore Usai, 35 anni, disoccupato, da tempo seguito dal Serd per compensare i problemi conseguenti all’uso di stupefacenti, è rientrato dopo avere trascorso gran parte della serata in giro per cercare di racimolare qualche spicciolo. Ha suonato il campanello (perché non disponeva delle chiavi), e la zia, Bonaria Sanna, 80 anni, ha aperto. É cominciata subito una lite furibonda, urla e oggetti caduti a terra - secondo la testimonianza di una delle persone che vivono nella stessa palazzina - poi il silenzio.
Il piano. Tore Usai, a quel punto, ha provato a immaginare un piano. Si è cambiato gli abiti sporchi di sangue, li ha messi in un sacchetto di plastica. Ha utilizzato degli stracci e dei fogli di giornale per cercare di ripulire dal sangue che era davvero tanto per essere compatibile con una banale caduta in casa. Quindi è uscito, ha gettato tutto (anche l’arma del delitto) in un cassonetto per la raccolta del vetro, e se n’è andato in giro senza meta.
La mamma. Venerdì mattina, alle 8, si è presentato a casa della mamma. Insieme dovevano andare alla Caritas per ritirare il pacco dei viveri. La donna ha chiesto notizia della zia Bonaria, e il figlio ha risposto che era rimasta ancora a casa: «Ha detto di cominciare a fare la fila anche per lei, poi arriva».
L’allarme. Poco prima delle 14, Tore Usai ha deciso che era il momento di fare scattare la seconda parte del piano. Ha chiamato il 118 e ha detto di essere appena rientrato a casa e di avere trovato la zia a terra: «Perde sangue dalla testa – ha detto – venite subito, è caduta e sta molto male».
I dubbi. Quando sono arrivati gli operatori del 118, si sono trovati di fronte una scena che è parsa subito poco compatibile con il racconto fatto da Tore Usai, che era molto scosso e agitato. Bonaria Sanna era già morta, secondo il medico, da diverse ore prima. Così è stata presa la decisione di avvisare la polizia. In via Torres 30 sono arrivati gli agenti della sezione volanti della questura, poi gli specialisti della Scientifica, gli investigatori della Mobile guidati dal dirigente Bibiana Pala.
I rilievi. Sono cominciati i rilievi, eseguiti anche con l’ausilio dei colleghi del Gabinetto della Scientifica di Cagliari. La posizione del nipote della vittima è diventata piuttosto critica. Nell’appartamento dove è stato trovato il cadavere sono arrivati il medico legale Salvatore Lorenzoni e il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. Un breve confronto e la decisione di accompagnare Tore Usai in questura per essere ascoltata come persona informata dei fatti. Raccolte anche altre testimonianze: di una vicina di casa e della madre dell’uomo.
Il fermo. In questura è arrivato anche il procuratore capo reggente Paolo Piras che ha seguito direttamente la vicenda. In tarda serata è scattato il fermo di Tore Usai perché gravemente indiziato dell’omicidio della zia.
La confessione. A quel punto l’uomo, alla presenza del suo legale Maurizio Serra, è crollato e ha reso piena confessione. Ha accompagnato gli investigatori sulla scena del crimine, ha fatto recuperare l’arma del delitto. A tarda notte è stato trasferito in carcere a Bancali.
Autopsia. Domani sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima e il gip si pronuncera sul fermo dell’indagato.
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