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Sassari

Cimitero, il Comune si difende

Cimitero, il Comune si difende

Dopo l’interruzione del servizio della Sacramati: «L’amministrazione ha pagato»

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SASSARI. Dopo l’interruzione del servizio di due giorni fa da parte della Costruzioni Sacramati, la capofila dell'Ati concessionaria dell'appalto in project financing dei lavori di ampliamento del cimitero, arriva la risposta del Comune, accusato di non aver mai corrisposto il compenso all'impresa che ha anticipato a spese proprie i costi delle tumulazioni.

«Soltanto l'atteggiamento costruttivo dell'amministrazione comunale di Sassari ha consentito, sino a ora, la prosecuzione del rapporto contrattuale con l'impresa alla quale è stata affidata la concessione e gestione dell'ampliamento cimiteriale - precisa l’amministrazione comunale sulla questione del contratto di concessione per la progettazione, costruzione e gestione dell'ampliamento del cimitero - e sempre grazie all’intervento dell’amministrazione è stato possibile garantire ai cittadini il diritto alla fruizione dei servizi». Il contratto di concessione sottoscritto con l'Ati nel 2006 «prevede – spiegano da viale Mameli – che l'esecuzione delle operazioni cimiteriali avvenga, come per il resto dei servizi a tariffa connessi al contratto, con un accordo con l'amministrazione concedente, previa proposta formale da parte del concessionario contenente le modalità operative, valutazione dei costi e ipotesi di tariffe da applicare all'utenza. Il concessionario ha provveduto in tal senso solo nel settembre del 2015, proponendo 315,17 euro per ciascuna operazione cimiteriale. «Dal 2009 e fino a luglio 2015 – proseguono – la ditta ha svolto, sull'intera area cimiteriale, tutti i servizi per un importo complessivo netto di 470.000 euro annui. Nel periodo di esecuzione del contratto la tariffa applicata agli utenti per le operazioni cimiteriali era di 80 euro. Dal 2009 al 2015 il concessionario non ha mai presentato nessuna richiesta di compenso aggiuntivo, né di rideterminazione delle tariffe». Nelle precisazioni fornite dal Settore Lavori pubblici si legge che nel luglio 2015 il concessionario «disponeva e comunicava formalmente, il venerdì sera, l'immediata interruzione dei servizi cimiteriali costringendo l'amministrazione, il lunedì successivo, ad affidare d'urgenza il servizio a un altro operatore qualificato, per evitare l'interruzione di un servizio pubblico essenziale».

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