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Sassari

Ittiri, i carcioficoltori fanno fronte comune per sopravvivere

di Vincenzo Masia
Ittiri, i carcioficoltori fanno fronte comune per sopravvivere

Un comparto in grossa crisi: i prodotti restano sulle piante «Per salvarci è necessario ottenere interventi urgenti»

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ITTIRI. L'annunciata riunione dei carcioficoltori, promossa dall'amministrazione comunale, è servita a riprendere un discorso iniziato oltre trent'anni fa e mai ultimato. Gian Mario Cossu, assessore comunale all'agricoltura, aprendo i lavori ha parlato di “forza dei numeri” per affrontare la crisi che ha investito il comparto. «Occorre – ha esordito Cossu – essere tutti uniti per rivendicare gli interventi necessari e urgenti di cui il settore necessita. Nello specifico occorre contattare, in tempi brevi, gli enti preposti alla gestione dell'acqua destinata all'irrigazione. Da parte dell'amministrazione non mancherà l’ impegno per risolvere questo e gli altri problemi legati alla produzione del carciofo». Gianni Dedola, produttore ed esperto del settore in quanto già Assessore all'agricoltura con la giunta Orani, ha ricordato che questi problemi esistono da 10 anni e che, per proporre e attuare delle politiche risolutive, occorre coinvolgere i sindaci del territorio per creare un fronte unico. Gli ha fatto eco Tore Sanna, della Coldiretti, che ha sottolineato la necessità, se si vuole accedere ai finanziamenti pubblici, di certificazione del prodotto, ma sopratutto occorre vendere i carciofi quando li richiede il mercato. «Nelle stagioni “normali”, infatti, con produzioni non sovrabbondanti come nell'annata in corso, il prodotto, dopo marzo difficilmente viene raccolto. Quest'anno i carciofi, numerosissimi e di ottima qualità, già da gennaio, rimangono sulla pianta». Una proposta è arrivata da Giovanni Canu, presidente della C.I.A. (Confederazione italiana Agricoltori) che, dopo aver ricordato il percorso dei pastori di Ittiri nel costituire, nel lontano 1956, una cooperativa per la produzione, lavorazione e commercializzazione del formaggio, che oggi risulta essere una delle più efficienti della Sardegna, ha invitato a seguirne l'esempio. Cooperazione, appunto, è il termine maggiormente usato nel corso della riunione al quale si sono richiamati numerosi interventi. Gavino Pinna, uno dei più illuminati produttori locali, con un'azienda che vende i propri prodotti anche oltre Tirreno, ha rimarcato l'esigenza di unire le energie per affrontare la crisi e il mercato. Esigenza rimarcata da Luigi Cuccaru, presidente di Sarda Ortaggi. Giommaria Deriu, capo gruppo di opposizione in Comune, ha riassunto i punti centrali della “questione carciofo” invitando i produttori a guardare avanti sull'esperienza della LAIT, la cooperativa dei pastori. Un'impietosa e puntuale analisi quella illustrata dal produttore Gerolamo Sanna, che ha denunciato un ritardo di 30 anni sul fronte della cooperazione. Il Sindaco Antonio Sau, con molta chiarezza ha richiamato all'unione, seppure difficile: «Occorrono organizzazione e regole. Vi invito – ha proseguito Sau- a costituire una commissione che affronti i reali problemi che oggi preoccupa tante famiglie di Ittiri. L'Amministrazione Comunale è disponibile, senza se e senza ma, a supportare qualsiasi iniziativa vada nella direzione di individuare soluzioni definitive. E' vero – ha concluso Sau- che trent'anni fa si stava bene anche senza cooperazione, cosa che oggi non è possibile». Il messaggio è stato chiaro, spetta ora ai produttori fare tesoro delle proposte che sono arrivate dall'assemblea.

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