Entra in Comune per darsi fuoco
Drammatico gesto di un pescatore disoccupato: convinto a desistere solo dopo un’ora di trattative
PORTO TORRES. Momenti di paura ieri intorno alle 13,20 al primo piano del palazzo comunale di piazza Umberto I: un pescatore disoccupato - V.E., 50 anni - ha infatti minacciato di darsi fuoco con un accendino, dopo essersi cosparso di benzina, se non avesse parlato immediatamente col sindaco. Aveva con se una borsa con all’interno una bottiglia di plastica piena di carburante, che è anche caduto abbondantemente sul pavimento mentre si cospargeva tutto il corpo. Il primo cittadino, momentaneamente assente in quel momento, è arrivato poco dopo insieme al comandante dei carabinieri Romolo Mastrolia e al vice brigadiere Roberto Frau. In quel momento è scattato il piano d’emergenza e i dipendenti del Comune sono stati evacuati fuori dallo stabile per ovvie ragione di sicurezza. Il colloquio dei militari e del sindaco Sean Wheeler con l’aspirante suicida è durato circa un’ora, poi il pescatore ha deciso di desistere e consegnare l’accendino prima di sedersi sull’ambulanza partita velocemente in direzione Sassari. Dal Comune fanno sapere che i Servizi sociali si erano già mossi verso V. E., attivando un piano personalizzato con trasferimenti regionali e risorse aggiuntive della stessa amministrazione comunale. Dopo il gesto di ieri - e dopo aver parlato con sindaco, tecnici dei Servizi sociali e forze dell’ordine -, l’uomo ha ritrovato il senno della ragione facendosi accompagnare senza opporre alcuna resistenza nella medicalizzata che aspettava di fronte all’ingresso del Comune. Al disoccupato più di una volta sono state rubate le reti con cui andava a pescare, trovando all’inizio il sostegno dei Servizi sociali, poi aveva deciso di mettersi in proprio a vendere il pesce senza però disporre ne del furgoncino coibentato e neanche delle autorizzazioni sanitarie necessarie. Per questo motivo era stato sanzionato, accumulando debiti che rendevano alquanto problematica la vita di moglie e figli che vivono con lui. Un dramma della disperazione in una città che sta vivendo la crisi economica più grave da tanti anni a questa parte, che va ad aggiungersi alle tante situazioni che stanno cercando di fronteggiare al meglio la struttura dei Servizi.
Il pescatore è seguito da diversi anni dagli operatori sociali, e a quanto pare aveva rifiutato un progetto lavoro che prevedeva un certo sostegno per uscire dalla situazione di disoccupazione. Forse aveva necessità urgente del denaro per ritentare l’attività di venditore di pesce, ma è indubbio che esiste una lunga fila di disoccupati cronici che potrebbero a turno trovare sostegno economico soltanto attraverso i progetti lavoro previsti dai finanziamenti regionali. L’uomo ieri avrebbe riferito di avere cercato più volte un incontro con il sindaco nell’ultimo periodo, senza però riuscirci. Dopo il crollo del petrolchimico - con effetto domino sulle altre attività commerciali -, in città sono aumentati a dismisura i casi di indigenza e anche i numeri delle famiglie assistite dai Servizi sociali. L’episodio accaduto ieri mattina, improvviso e pericoloso nella dinamica messa in atto, riflette purtroppo il malessere di una comunità che ha bisogno di risollevarsi con fatti concreti e non con inutili annunci.
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