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Sassari

Incremento ippico, senza personale l’attività si blocca

di Barbara Mastino
Incremento ippico, senza personale l’attività si blocca

Eppure la Regione ha stanziato un milione per tre anni Per adesso è impossibile far partire la stagione della monta

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OZIERI. Tira una brutta aria nel comparto ippico regionale, venti gelidi che a Ozieri si sono materializzati con la decisione della dirigenza del servizio di ricerca per le produzioni equine e la riproduzione che ha bloccato l’apertura della stagione di monta. La causa è la carenza di personale: problema del quale si è parlato spesso anche in queste pagine, e di recente con particolare riferimento al mancato rinnovo dei contratti dei dieci artieri assunti lo scorso anno dalle file degli ex precari rimasti fuori dalla stabilizzazione. Mentre nei giorni scorsi l’assessorato regionale all’Agricoltura ha rassicurato su una firma dei contratti vicinissima (la data fissata dovrebbe essere il 10 febbraio), nel frattempo la situazione venutasi a creare nel deposito stalloni di Su Padru si è aggravata, costringendo la direzione alla drastica decisione di sospendere l’apertura della stagione di monta. I dipendenti della struttura, che sono in numero insufficiente, dovranno limitarsi a svolgere le mansioni di cura degli animali e di pulizie di locali e stalle, mentre non sarà consentito l’ingresso di esterni (allevatori, veterinari e operatori del settore) per i controlli sugli animali e per le pratiche di fecondazione.

Il settore è quindi al palo, e così resterà sino a quando non saranno ripristinate normali condizioni di organico del personale. Personale che già allo stato attuale fatica non poco a svolgere le normali mansioni di cura dei cavalli, e che è costretto a svolgere un superlavoro e ore di straordinari.

Nel deposito di Su Padru al momento sono presenti una quarantina di stalloni, più due puledri futuri riproduttori, e una trentina di fattrici (nonché qualche asinello, sempre da riproduzione) che sono accolti nei box che nella struttura sono in tutto novanta. Un pienone che è anche frutto della stagione positiva dello scorso anno, nella quale grazie a un intervento finanziario della Regione (un milione di euro per tre anni, stanziamento che per il momento è confermato) aveva prodotto un aumento del 20 per cento nel numero delle fattrici coperte invertendo una tendenza che negli ultimi dieci anni aveva portato a una diminuzione del 65 per cento. In attesa di positive notizie da Cagliari, e in particolare dall’agenzia Agris che ancora non ha un direttore generale (si ricorderanno sicuramente le polemiche in merito delle ultime settimane), soprattutto per il rinnovo dei contratti degli artieri, al centro dell’attenzione del servizio di ricerca per le produzioni equine e la riproduzione è il benessere degli animali, la loro cura e alimentazione, l’igiene dei cavalli e dei luoghi. Mansioni alle quali, sino a nuovo ordine, si dovranno ora limitare gli addetti, che in caso di allarmi sulla salute dei cavalli potranno unicamente allertare la dirigenze per l’invio di personale specializzato. Uno stop che rischia di mettere in ginocchio un comparto che proprio di recente pareva aver iniziato a risorgere dalla crisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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