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La grande sete della Nurra: oggi un vertice in Comune

La grande sete della Nurra: oggi un vertice in Comune

A Palazzo Ducale l’incontro dei sindaci di Sassari, Alghero, Porto Torres e Olmedo Con i bacini ormai al livello di guardia rischia di saltare la stagione irrigua

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SASSARI. Vertice in municipio sull’emergenza siccità, oggi, fra il Consorzio di Bonifica e quattro i sindaci dei Comuni che insistono sulla Nurra: Sassari, Porto Torres, Alghero e Olmedo. Un vertice che si è reso necessario in seguito alla diminuzione delle riserve idriche nei bacini artificiali del nord Sardegna, emergenza che normalmente viene affrontata diminuendo l’erogazione dell’acqua alle campagne, oltre a ridurre anche la distribuzione per gli usi civili. E i bacini hanno raggiunto ormai i livelli di guardia, una situazione che a causa della stagione particolarmente siccitosa, non si registrava da un paio d’anni. A rischio, quindi, la stagione irrigua in tutta la Nurra. Che non mette in crisi solo l’agricoltura ma anche l’indotto dell’economia agrozootecnica.

Nel corso del vertice non solo sarà analizzata l’attuale situazione di crisi, ma si cercheranno le soluzioni che potrebbero permettere di salvare la stagione. E una delle soluzioni è quella di far ricorso alle acque reflue, ipotesi di intervento che anche di recente è stata proposta al sindaco di Alghero nel corso di un incontro sui problemi della zona di Bonifica. «Sinora non siamo riusciti a convincere prima di tutto Abbanoa e poi gli enti locali e concedere l’utilizzo delle acque reflue alle imprese agricole – spiega Gavino Zirattu, presidente del Consorzio di Bonifica della Nurra –. Eppure solo dai depuratori di Alghero e Sassari sarebbe possibile recuperare venti milioni di metri cubi d’acqua, una riserva che ci permetterebbe di affrontare la stagione irrigua senza problemi. E invece, anche a causa della normativa in vigore, tutta quest’acqua è finita a mare per anni». Gavino Zirattu non manca di togliersi anche un sassolino dalle scarpe. «Quando gestivano noi i bacini, riuscivamo non solo a soddisfare le esigenze degli agricoltori e dei centri urbani – sottolinea – ma mettevamo in conto una possibile stagione siccitosa e riuscivamo e mettere in campo le giuste contromisure. Con la gestione unica, tutto questo è finito».

La speranza degli agricoltori, a questo punto, che venga completato rapidamente il collegamento con il Coghinas 1, che consentirebbe quantomeno di limitare i danni. E poi ci sono i pozzi realizzati durante la bonifica della Nurra. Che non risolveranno il problema, ma che potrebbe concorrere ad attenuare i disagi nelle campagne.

Una soluzione, oggi, dovrà comunque essere individuata poiché è a rischio un’intera stagione per le centinaia di agricoltori che operano nei 5000 ettari coltivati del Consorzio di Bonifica della Nurra.

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