La Nuova Sardegna

Sassari

l’accorpamento

La Soprintendenza unica in consiglio comunale

SASSARI. I timori per l’annunciata riforma delle Soprintendenze approda in Consiglio comunale, dove una mozione della maggioranza, presentata dai consiglieri Pd Carla Fundoni e Salvatore Sanna, fa...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. I timori per l’annunciata riforma delle Soprintendenze approda in Consiglio comunale, dove una mozione della maggioranza, presentata dai consiglieri Pd Carla Fundoni e Salvatore Sanna, fa squillare i campanelli d’allarme sul futuro della struttura sassarese.

Il pericolo è che il ritorno in Sardegna a due Soprintendenze (una a Sassari e una a Cagliari), al posto di quella unica regionale, determini un effetto boomerang sull’intero sistema sardo, e su quello del nord dell’Isola, in particolare. Il motivo è semplice: mancanza di personale, di risorse e di mezzi adeguati.

Per quanto riguarda l’organico ridotto all’osso, le preoccupazioni maggiori sono per le figure dirigenziali: nel 2012 a far marciare la Soprintendenza c’erano tredici funzionari per vigilare su un territorio di oltre mille chilometri quadrati; oggi ne sono rimasti appena sei (perfino il soprintendente è ad interim), e il prossimo concorso che permetterà di rinfoltire un minimo le risorse umane, è previsto, forse, fra non meno di un anno. Non solo, l’ipotesi più accreditata, prevede un unico polo museale della Sardegna, con sede a Cagliari, soluzione questa che penalizzerebbe la Soprintendenza del nord Sardegna, che con ben tre musei, a Sassari, Nuoro, Caprera, si vedrebbe relegata a periferia dell’impero.

Anche la campagna di scavi archeologici del prossimo triennio è concentrata su Cagliari, lasciando a Sassari, Nuoro e Gallura, poco più delle briciole. E poi c’è sempre in stand by il riconoscimento ufficiale e l’istituzione del Centro restauro di Li Punti, fiore all’occhiello dell’ente sassarese, e oggi penalizzato da risorse erogate con il contagocce e un numero di addetti ai lavori insufficiente per far esplodere l’enorme potenziale della struttura. A tutto ciò si aggiunge l’incertezza di dover gestire un sistema che accorperà la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggio con quella Archeologica, senza, di fatto, ampliare le professionalità disponibili.

«La riorganizzazione preoccupa i tecnici soprattutto per quanto riguarda la tutela del patrimonio rischiando di creare strutture separate che avrebbero difficoltà a coordinarsi e di rallentare così gli interventi, essendo poche infatti le risorse, poco il personale, pochi, anzi pochissimi, i dirigenti», è scritto nel documento. Per prevenire questi rischi la mozione impegna sindaco e giunta, a «intervenire presso la Regioneper sorvegliare sulla riforma del Ministero», e a «a mettere in campo ogni azione possibile nei vari contesti per aumentare il livello di sensibilizzazione e attenzione rispetto alla riforma». (v.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative